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Camerun: Mattarella a Yaoundé, accoglienza trionfale e accordi

(da Yaoundé) Un’accoglienza trionfale quella che ieri è stata riservata al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, dalla popolazione di Yaoundé. Bandiere tricolori, canti e balli hanno fatto da corona all’arrivo di Mattarella in Camerun lungo tutto il percorso tra l’aeroporto e l’hotel Hilton.

Ricevuto dal presidente camerunese Paul Biya, Mattarella ha affrontato i temi della cooperazione tra i due paesi, questioni legate alla sicurezza regionale e all’immigrazione.

Nell’incontro avuto nel pomeriggio al Palazzo dell’Unità – nel corso del quale sono stati firmati quattro dei cinque accordi complessivamente sottoscritti ieri tra Italia e Camerun – Mattarella e Biya hanno entrambi sottolineato le buone relazioni tra i due paesi. Un colloquio caratterizzato da grande amicizia e da un desiderio di Italia in Camerun.

“Abbiamo parlato di terrorismo – ha detto il capo di Stato italiano – e della lotta comune al terrorismo. Il Camerun sta svolgendo una funzione preziosa, anche di raccordo in tutta la regione con i paesi vicini per un’azione comune. E’ un comportamento lungimirante e molto efficace”.

Nel pomeriggio, nel corso di un forum economico ospitato all’Hilton a cui hanno partecipato imprenditori italiani e camerunesi, Michele Pizzarotti, vicepresidente del gruppo Pizzarotti, ha firmato un pre-accordo con il ministro dell’Habitat e il ministro del Demanio per la realizzazione di 10.000 unità abitative popolari a Yaoundé.

“Adesso dobbiamo aspettare che la Sace con Banca Intesa raggiungano l’accordo per la copertura del finanziamento” ha detto a InfoAfrica lo stesso Pizzarotti aggiungendo che “il contratto sarà intorno a 600 milioni di euro con i primi 1000 alloggi che dovrebbero essere consegnati entro due anni dalla firma del contratto”.

Per la Pizzarotti, in Africa finora presente in Algeria e Marocco, sarebbe il primo affare in Camerun.

“Oggi è stato molto importante avere la visita del presidente Mattarella, la sua presenza ha senza dubbio aiutato alla firma del preaccordo” ha concluso Pizzarotti.

Ma il possibile accordo di Pizzarotti, l’ormai storica presenza della Ferrero, quella dell’Iveco e il contratto per la costruzione di un nuovo stadio andato di recente alla perugina Piccini, potrebbero aprire la strada a una collaborazione ancora più stretta fra i due paesi.

“Noi – ha detto a InfoAfrica il viceministro degli Esteri Mario Giro – pensiamo che la presenza di operatori economici italiani possa aumentare. Ci sono alcuni settori in cui siamo più richiesti, come infrastrutture, agroindustria ed energie rinnovabili e penso che tra qualche mese bisognerà organizzare una missione di sistema”.

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Per approfondire:

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