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    Africa: è in atto un’invisibile rivoluzione di generazioni

    In Africa oltre il 60% della popolazione ha meno di 25 anni, e c’è chi sostiene l’esistenza di una vera e propria rottura tra le generazioni. Uno di questi è il noto studioso camerunese Achille Mbembe. Secondo il ricercatore e professore di storia e scienze politiche all’Università del Witwatersrand di Johannesburg, questa rottura è anzi un motivo fondamentale dietro le crisi che stanno sconvolgendo in particolare il Sahel.

    In un’intervista a Rfi, Mbembe vede nei sommovimenti in atto in alcune parti dell’Africa questa rottura ma vi vede anche “l’intreccio di conflitti di classe perché le diseguaglianze continuano ad allargarsi, di genere perché in Africa è in atto una invisibile rivoluzione delle donne, e di generazione”. Infine, c’è poi da tener presente il cambiamento demografico del continente che preoccupa la Francia ma anche il resto dell’Europa. Questa crescita demografica, sostiene lo studioso, è “all’origine delle politiche anti-migratorie che mirano a trasformare il continente in una doppia prigione”.

    Alla domanda sulla Francia e sulle sue eventuali responsabilità, Mbembe risponde sostenendo che ormai Parigi “non decide tutto”, nemmeno nelle sue ex colonie. Tuttavia, Parigi, ha fatto delle scelte che si sono rivelate disastrose: “Per via, direi, del posto sproporzionato occupato dal complesso securitario-militare francese, che ha una visione ‘ansiosa’ dell’Africa in cui l’Africa è percepita come un continente a rischio, che presenta pericoli sia per sé che per i suoi vicini europei. Questo tropismo marziale ha di fatto portato a scelte politiche disastrose che, in ogni caso, hanno solo giovato alle forze del caos e della predazione. Quindi, molto più dello vessillo rosso, russo o cinese, queste scelte sono responsabili della sconfitta morale, intellettuale e politica della Francia di oggi in Africa”.

    Mbembe aggiunge poi che il ciclo seguito alla seconda guerra mondiale che aveva portato a una parziale decolonizzazione è finito e che l’Africa sta entrando un nuovo ciclo storico: “Solo chi l’ha capito avrà la possibilità di influenzarne il futuro”. [Da Redazione InfoAfrica]

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    Leggi il nostro focus sulle iniziative di formazione da intraprendere a favore dell’immensa manodopera africana: https://www.africaeaffari.it/rivista/formazione-sviluppo



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