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Forum Med: costruire un’agenda positiva per sviluppo e stabilità

AFRICA / ITALIA – Individuare attraverso il dialogo le soluzioni necessarie alla crisi di sicurezza in corso nell’area del Mediterraneo: è attorno a questo tema che sono stati sviluppati gli interventi di apertura di Med-Mediterranean Dialogues, la conferenza dedicata al Mediterraneo in programma a Roma fino al 12 dicembre.

A salutare l’ampio parterre di partecipanti è stato il presidente emerito della Repubblica e presidente onorario dell’ISPI, Giorgio Napolitano, che citando lo storico francese Fernand Braudel – autore della celebre opera sulle civiltà del Mediterraneo – si è chiesto cosa sia il Mediterraneo: “Mille cose insieme: non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi; non un mare, ma un susseguirsi di mari; non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, promotore dell’iniziativa insieme all’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI), ha evidenziato – in un momento caratterizzato dalle crisi in corso in Siria, Iraq, Libia e alle sfide poste dall’ondata di migranti che bussano alle porte d’Europa – la necessità di dialogare su come costruire un nuovo ordine regionale che sia basato su un’agenda positiva capace di promuovere la sicurezza e la stabilità.

Il premier Matteo Renzi, pur sottolineando nel suo lungo intervento la priorità assoluta di distruggere l’ideologia estremista del Daesh, ha insistito molto sugli aspetti culturali della crisi corrente, affermando che “il Mediterraneo è il luogo nel quale le civiltà sono cresciute”.

“Non vorrei che il Mediterraneo diventasse ora il luogo dove la civiltà perde se stessa”, ha detto Renzi, spiegando in questo modo come una soluzione esclusivamente armata alle crisi in corso non sia né sufficiente né la più adeguata: “Occorre determinazione e perseveranza per coniugare valori e stabilità”.

Ospite d’onore della cerimonia d’apertura di Med-Mediterranean Dialogues è stato il re di Giordania, Abdullah II, il quale ha posto l’accento sul passato comune dei popoli del Mediterraneo.

“Per secoli, i popoli del Medio Oriente, dell’Europa e del Nord Africa sono stati in contatto attraverso il commercio, la cooperazione e la conoscenza – ha detto re Abdullah II – Parliamo lingue diverse, ma la condivisione di valori comuni ci unisce in un unico linguaggio: quello della tolleranza, della pace e del rispetto reciproco”.

La conferenza prosegue oggi e domani con una serie di incontri tematici ad alto livello dedicato allo sviluppo regionale, alla necessità di creare una nuova narrativa per la regione del Medio Oriente e del Nord Africa non incentrata esclusivamente sulla sicurezza, di ripensare le politiche migratorie e prevenire la radicalizzazione nell’approccio all’anti-terrorismo, all’energia e alle infrastrutture. Molto attesi sono poi anche gli interventi del primo ministro della Tunisia, Habib Essid, e del ministro degli Esteri della Russia, Sergej Lavrov, previsti entrambi oggi nel primo pomeriggio.

Cliccando QUI, è scaricabile il programma intero della manifestazione.



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