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    Tunisia: rafforzato l’impegno dell’Italia per stringere più partnership

    Si è svolta a Gerba la cerimonia di inaugurazione del mercato del pesce di Houmt Souk, una struttura realizzata grazie ai fondi della Cooperazione italiana.

    L’evento è stato organizzato dalla sede italiana del Ciheam (Centre international de hautes études agronomiques méditerranéennes) nell’ambito del progetto Nemo Kantara – Stabilizzazione e sviluppo socio-economico delle regioni costiere tunisine, finanziato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics). Provvisto  di una dotazione complessiva di 5 milioni di euro, nell’arco di tre anni, il progetto è realizzato dal Ciheam Bari in stretta collaborazione con il ministero dell’Agricoltura  con l’obiettivo di migliorare i sistemi di produzione e consumo in un’ottica di crescita socio-economica sostenibile .

    “Gli interventi finanziati dall’Italia, tra cui il progetto Nemo Kantara, hanno una duplice missione: da un lato, migliorare la sostenibilità dei sistemi produttivi, creando ricchezza e posti di lavoro più sostenibili; dall’altro, garantire una produzione sufficiente basata sulla qualità del cibo, garantendo l’equilibrio degli ecosistemi e la conservazione della biodiversità. Ciò si traduce nell’urgenza di costruire un nuovo paradigma di sviluppo dove l’aumento della produzione faccia rima con l’uso razionale delle risorse naturali, dove le tecniche tradizionali di pesca e acquacoltura incontrino modernizzazione e innovazione”, ha detto il nuovo Ambasciatore italiano a Tunisi, Fabrizio Saggio, nel corso della cerimonia di inaugurazione.

    Del resto, si apprende che il nuovo ambasciatore italiano intende seguire le orme del suo predecessore Lorenzo Fanara nel confermare la Tunisia come solido partner commerciale. Secondo il racconto della stampa tunisina, il diplomatico i è recato nel sud del Paese, a Tataouine, per studiare le possibilità di partnership. L’Italia – ha sottolineato il neo ambasciatore intervistato da una radio privata- ha attualmente 900 imprese operanti in Tunisia, un investimento che è già molto consistente ma che supererà molto presto gli 800 milioni di dollari. Saggio ha aggiunto che molte aziende italiane attive principalmente nelle energie rinnovabili, nella formazione e nello sfruttamento delle risorse stanno chiudendo bottega nell’Europa dell’Est per insediarsi in Tunisia, in particolare a Tataouine.  [Da Redazione InfoAfrica]

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    Leggi il nostro focus sulle opportunità presenti in Tunisia per le aziende italiane: https://www.africaeaffari.it/rivista/quale-tunisia



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