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    Africa: tre Paesi del Sahel tra i più colpiti al mondo dai cambiamenti climatici

    Secondo la Banca mondiale tre dei Paesi del G5 Sahel, ovvero Niger, Mali e Ciad, sono tra i sette Paesi più vulnerabili al cambiamento climatico al mondo. Il prodotto interno lordo dei Paesi del Sahel potrebbe diminuire dal 7 al 12% entro il 2050, con effetti che riguarderanno fino a 13,5 milioni di persone, che potrebbero cadere in povertà in tutta la sottoregione. Lo si apprende da un comunicato della Banca mondiale per il paesi del G5 Sahel (Bukina Faso, Mali, Mauritania, Niger e Ciad).

    Nel suo comunicato, il Gruppo della Banca mondiale per i Paesi del G5-Sahel inquadra questa situazione all’interno di numerosi “shock legati ai cambiamenti climatici se gli investimenti per l’adattamento” non saranno stanziati con urgenza: “Il Sahel è particolarmente vulnerabile al degrado del suolo e alla desertificazione. La regione sta infatti affrontando un grave aumento di siccità, inondazioni e altri impatti causati dai cambiamenti climatici” si legge nel comunicato. Con un previsto aumento delle temperature 1,5 volte superiore alla media mondiale, i paesi del Sahel stanno raggiungendo il limite della loro capacità di adattamento.

    Ousmane Diagana, vicepresidente della Banca mondiale per l’Africa occidentale e centrale, sottolinea che “i cambiamenti climatici stanno colpendo gravemente le popolazioni e mettendo in discussione le conquiste di sviluppo conquistate a fatica. L’analisi indica che il cambiamento climatico rafforza i cicli di povertà, fragilità e vulnerabilità nel Sahel”.

    Con una popolazione destinata a raddoppiare nei prossimi 20 anni, fino a raggiungere i 160 milioni di persone, i paesi del Sahel devono “dare la priorità all’adattamento climatico accelerando la crescita se vogliono realizzare il dividendo demografico e mettere la regione sulla strada giusta” per una crescita che sia sostenibile e inclusiva.

    Secondo il rapporto, “le emissioni combinate dei paesi del G5 Sahel non superano l’1% delle emissioni globali di gas serra”: questi cinque paesi si sono impegnati a raggiungere la carbon neutrality entro il 2050. Alla Cop26 di Glasgow il Burkina Faso, il Mali, il Niger e il Ciad si sono impegnati a fermare e invertire la deforestazione e il degrado del suolo entro il 2030: Clara de Sousa, direttore delle operazioni della Banca mondiale per Burkina Faso, Mali, Niger e Ciad, afferma che “ci sono reali opportunità per sviluppare un Sahel resiliente e a basse emissioni di carbonio”. [Da Redazione InfoAfrica]© Riproduzione riservata

    Leggi il nostro focus sulle necessarie azioni da attuare in Africa per combattere l’impatto dei cambiamenti climatici: https://www.africaeaffari.it/rivista/resilienza-climatica



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