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    Codeway: L’innovazione al servizio della sostenibilità grazie alle imprese

    “Vogliamo promuovere la sostenibilità con elementi di innovazione” ha detto la vice ministra degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Marina Sereni, nel suo discorso in apertura a Codeway Expo, evento dedicato alla cooperazione in corso da ieri sino a venerdì 20 maggio alla Fiera di Roma.

    Sereni ha ricordato che la sicurezza alimentare, “da sempre importante per la nostra cooperazione”, è un problema che si è accentuato a causa del Covid-19 e della guerra in Ucraina, oltre che del climate change. In questo contesto il ministero sta “promuovendo un dialogo mediterraneo sulla crisi alimentare per analizzare la situazione e la portata del problema e individuare le alternative” ha detto. Le imprese “possono avere un ruolo rilevante, sostenute dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica e scientifica per promuovere sistemi sostenibili e garantire una maggiore produttività e sostenibilità” ha spiegato.

    “Per noi il ruolo delle aziende nel sistema della cooperazione allo sviluppo è molto importante ed un bene avere un’occasione come Codeway per fa dialogare le imprese con il terzo settore e le istituzioni”, ha detto Sereni, ricordando che l’evento è una tappa di avvicinamento a Coopera, fiera che si svolgerà il 23 e il 24 giugno all’auditorium della conciliazione di Roma.

    Nel su intervento in occasione della cerimonia di apertura di Codeway Maurizio Marina, vice direttore generale della Fao, ha invece sottolineato come le piccole e media imprese come quelle italiane possano rivelarsi molto utili in alcuni contesti, per esempio in Africa, per rispondere ai bisogni locali, soprattutto in materia di sicurezza alimentare.

    Per incidere serve valorizzare le specificità delle aziende italaliane, insieme alla capacità di fare sistema, ha detto Martina. “Bisogna prima individuare le eccellenze e poi costruire un collettivo”.

    In Africa ci sono infatti opportunità per le imprese agroalimentari italiane che sarebbe un peccato non cogliere. A sostenerlo è Fabio Massimo Pallottini, presidente della rete di fornitori all’ingrosso Italmercati, intervenuto a Codeway, fiera della cooperazione in corso alla Fiera di Roma fino a venerdì. Per esempio, “in Mozambico c’è un grande problema di infrastrutture per la distribuzione di cibo fresco”, ha detto Pallottini. In un caso come questo, l’Italia può investire, offrendo “buoni prodotti ma anche infrastrutture e tecnologie, all’avanguardia”, ha detto.

    Per investire nel Sahel ci vuole coraggio e volontà imprenditoriale, ma le imprese italiane possono fare la differenza, ha concluso Emanuela Del Re, rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel. In Sahel “i problemi alimentari aumenteranno notevolmete, 38 milioni di persone saranno a rischio fame nei prossimi anni” ha detto Del Re. “I sistemi agricoli sono ancora rudimentali e la trasformazione e la conservazione del cibo sono un grande ostacolo alla sostenibilità”.

    Le piccole e micro imprese nostrane “potrebbero portare un macchinario e insegnare le competenze e in questo modo cambiare la vita alle comunità, insieme a interventi legati all’energia elettrica” ha spiegato la rappresentante speciale. “Abbiamo competitor come la Cina ma l’Italia può offrire qualità, innovazione e conoscenza tecnologica. I progetti già ci sono da anni ma serve trasferire conoscenze e renderli perenni”. [Da Redazione InfoAfrica]© Riproduzione riservata



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