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    Libia: Maeci, Aics e Fao danno il via a un progetto idrico per l’agricoltura

    L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), in collaborazione con il ministero delle Risorse idriche in Libia, hanno lanciato il progetto per il monitoraggio, valutazione e razionalizzazione dell’uso dell’acqua per il settore agricolo, grazie al contributo di 830.000 euro da parte del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale italiano (Maeci). Lo riferisce una nota di Aics.

    Alla presenza del ministro delle Risorse idriche, Tariq Abdel, del vice ministro dell’Agricoltura, Mohamed Bashir Al Turki, dell’Ambasciata italiana a Tripoli le principali parti interessate nel settore della gestione dell’acqua si sono incontrate lunedì intorno a un tavolo virtuale per discutere i prossimi passi del progetto e la metodologia da seguire.

    Attraverso i risultati di questo progetto, sarà intrapresa una valutazione dell’uso dell’acqua per il settore agricolo per supportare il monitoraggio, la valutazione e la razionalizzazione di questo uso dell’acqua e per migliorare le prestazioni di gestione dell’acqua agricola, in particolare il consumo e la produttività, si legge nella dichiarazione. Verrà poi formulato un piano strategico per la gestione delle risorse idriche che riveda i fabbisogni idrici, alimentari ed energetici. A questo proposito, nel suo discorso di apertura, Abu Falika  ha dichiarato: “non vediamo l’ora del contributo di questo progetto nella costruzione di un quadro di cooperazione tra il ministero delle Risorse idriche, il ministero dell’Agricoltura e del bestiame e tutti i partner a livello nazionale e locale”.

    L’impatto previsto del progetto è che la sicurezza alimentare in Libia, in particolare nella regione del Fezzan, venga rafforzata attraverso un uso più efficiente dell’acqua agricola, prevenendo al contempo gravi carenze idriche, degrado ambientale e sfollamento di massa della popolazione.

    Per concretizzare questo impatto al-Turki  ha affermato che “c’è bisogno di coordinamento, comunicazione e scambio di informazioni ed esperienze tra i settori nazionali per costruire un quadro di cooperazione tra il ministero dell’Agricoltura e bestiame, il ministero delle Risorse idriche e tutti i partner nazionali per condividere dati, sistemi ed esperienze”.

    La Libia è caratterizzata da una carenza idrica assoluta con le sue risorse idriche rinnovabili interne pro capite di circa 106 metri cubi pro capite all’anno. “Si tratta di un progetto di fondamentale importanza per la Cooperazione Italiana in Libia in quanto cruciale per la sopravvivenza e il miglioramento delle condizioni di vita essenziali, come la sicurezza alimentare, l’agricoltura e l’acqua. Allo stesso tempo, mira a rafforzare la capacità, la conoscenza e il coordinamento del settore”, ha affermato Andrea Senatori, direttore dell’ufficio regionale dell’Aics a Tunisi. Il progetto rientra inoltre nell’ambito dell’Iniziativa regionale per la scarsità d’acqua della Fao.

    Leggi il nostro focus sullo stato della cooperazione nel continente africano: https://www.africaeaffari.it/rivista/il-dividendo-della-cooperazione[Da Redazione InfoAfrica]© Riproduzione riservata



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