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    Africa Business Lab Seconda Edizione: si chiude la fase informativa con l’Africa Orientale

    Si è svolto lo scorso venerdì l’ultimo dei quattro webinar informativi del programma Africa Business Lab, promosso dall’Agenzia ICE, in collaborazione con la società assicurativo-finanziaria Sace e l’associazione di imprenditori Confindustria Assafrica & Mediterraneo, con l’obiettivo di approfondire le opportunità e le sfide esistenti nei mercati del continente africano. Roberta D’Archangelo dei Servizi Formativi dell’Agenzia ICE ha aperto i lavori di venerdì, dedicati questa volta all’Africa Orientale, indicando che il percorso rivolto alle Pmi italiane proseguirà nel 2022 con tre focus formativi – una sessione di tre mezze giornate con gli esperti del progetto sull’energia a febbraio, un’altra sul settore agroalimentare prevista a marzo e infine, ad aprile, un percorso articolato sulle infrastrutture e costruzioni – volti a fornire ai partecipanti una preparazione più specializzata.

    Evidenziando che la sinergia tra i tre partner al progetto continuerà anche durante la fase formativa del programma, Mariangela Siciliano, che dirige i Servizi di Formazione di Sace, ha ricordato alle aziende presenti che “fare squadra è l’unico modo per intraprendere un approccio strutturato al continente africano”. Anche Giovanni Castino, Public Affairs Manager di Saipem e Vice Presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, ha incentivato le aziende a ricorrere all’ecosistema italiano, composto sia da soggetti istituzionali che da varie reti di imprenditori, per trovare partner locali.

    Entrando nel vivo del dibattito, Massimo Zaurrini, direttore di Africa e Affari e di InfoAfrica e moderatore all’incontro, ha sottolineato quanto l’Africa Orientale sia la regione meglio interconnessa del continente, beneficiando anche di un’ottima posizione sulla via della seta marittima cinese. Giuseppe Mistretta, Direttore Generale per la Mondializzazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), ha poi posto l’accento sull’importanza di un’informazione accurata sulla situazione dei mercati locali prima di affrontare il continente, evidenziando il diffuso entusiasma espresso dai leader africani durante i recenti “Incontri con l’Africa” – organizzati a Roma nello scorso ottobre dal MAECI – per le forti capacità italiane, in particolare nei settori di transizione energetica, agroindustria, cambiamenti climatici e farmaceutica. Nonostante le grandi problematiche attualmente presenti in Etiopia, Sudan e Sud-Sudan, Mistretta ha menzionato i mercati di opportunità rappresentati nella regione dell’Africa Orientale dalla Tanzania, dall’Uganda e dal Kenya, dove ha peraltro annunciato l’apertura imminente di un Ufficio ICE a Nairobi.

    In seguito, Andrea De Meo dell’Ufficio Studi di Sace, ha presentato un quadro dei rischi politici e di credito esistenti nella regione, caratterizzata da un contesto istituzionale fragile e da scarse risorse fiscali, con ad esempio il Sudan, che è uno dei paesi più insolventi del mondo. L’esperto Sace si è soffermato sulle situazioni della Tanzania, del Kenya – dove la questione delle elezioni previste il prossimo anno alimenta l’incertezza sul rischio di credito locale e soprattutto sul nodo centrale delle società pubbliche per determinare la posizione debitoria dello Stato – e dell’Etiopia per la quale Sace, in collaborazione con la Fondazione Enel, ha specificatamente elaborato un nuovo fattore di rischio per il cambiamento climatico, uno strumento particolarmente utile in caso di siccità nei paesi fortemente dipendenti dall’energia idroelettrica per il proprio approvvigionamento elettrico. Sace, che, in Africa Orientale, è presente con una sede a Nairobi, ha un’esposizione complessiva lorda di due miliardi di euro nella regione, di cui una partecipazione nel progetto di smart city di Konza, in Kenya, il primo progetto di “città intelligente” in Africa.

    Durante la sua presentazione, Riccardo Zucconi, Direttore dell’Ufficio ICE di Addis Abeba – con competenza anche per il Kenya, la Tanzania, l’Uganda e la Somalia – ha osservato che l’ingente crescita della classe media e dei consumi genera nella regione investimenti locali nelle infrastrutture agroalimentari, nei settori industriale e manifatturiero, nell’energia e in iniziative rivolte all’export. Con i vari accordi di libero scambio in vigore in Africa Orientale – dalla Comunità dell’Africa Orientale (EAC) al trattato dell’Agoa con gli Stati Uniti – e l’accesso esteso ai mercati regionali che essi consentono, Zucconi ha sottolineato le grandi opportunità per le aziende italiane nei settori di macchinari agricoli, trasformazione alimentare, packaging, macchine per la lavorazione del legno e per l’edilizia, energie rinnovabili, farmaceutica e sanità, formazione, turismo, logistica, mobili, alimentazione e bevande, ma anche tessile, come testimonia la presenza in loco degli stabilimenti di due grandi gruppi italiani: Calzedonia e Carvico.

    A conclusione dell’incontro, Andrea Romano, Esperto della Faculty ICE, ha presentato il percorso formativo sul settore delle infrastrutture e costruzioni che sarà avviato ad aprile, mentre Marco Checchi dell’azienda Pelliconi ha condiviso con i partecipanti la propria esperienza sul campo. [Dalla Redazione di InfoAfrica]



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