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    Africa Business Lab Seconda Edizione: Intervista Agenzia ICE

    È sulla scia del successo della prima edizione del 2020 che l’Agenzia ICE ripropone quest’anno il suo progetto Africa Business Lab, mirato ad accompagnare il Made in Italy sui mercati del continente africano. Attraverso questo percorso di formazione gratuita rivolto alle PMI italiane delle filiere Agribusiness, Infrastrutture ed Energia, l’Agenzia ICE, in collaborazione con Sace e Confindustria Assafrica & Mediterraneo, intende fornire alle aziende iscritte gli strumenti utili a cogliere le sfide e le opportunità economiche dei mercati africani e a sviluppare solide reti di contatti commerciali con soggetti istituzionali e privati. Il percorso inizierà il prossimo 9 dicembre con un primo incontro informativo incentrato sull’Africa australe. Abbiamo chiesto a Tindaro Paganini, Direttore del Coordinamento Marketing dell’Agenzia ICE, di spiegarci meglio cosa ci si possa aspettare da questa seconda edizione di Africa Business Lab.

    Come è nata l’idea di Africa Business Lab

    L’idea di Africa Business Lab è nata nel 2019 da una doppia consapevolezza: da un lato la posizione del continente africano che, sebbene con differenze sostanziali, si presenta come un mercato attrattivo non solo in termini di dimensioni ma anche per la sua dinamicità demografica, l’emersione di classi medie e la volontà di affrancarsi da dinamiche donatore-beneficiario da sostituire con collaborazioni orizzontali e diversificate. Dall’altro, questo interesse spesso si scontra con la necessità di presentarsi preparati in questi contesti, superando vecchi pregiudizi   che possono sminuire le opportunità offerte da alcune regioni dell’Africa. Il ruolo di African Business Lab voleva e vuole quindi essere quello di promuovere un’immagine aggiornata del continente africano in modo che sempre più PMI italiane sappiano valutarne le sfide e le opportunità in maniera lucida e consapevole.

    Quella di quest’anno è la seconda edizione. Com’era andata la scorsa edizione?

    La scorsa edizione ha visto partecipare circa 200 aziende al percorso informativo e circa 70 aziende alla parte formativa settoriale. Le aziende che hanno seguito i percorsi settoriali hanno avuto accesso a incontri 1to1 con gli Uffici ICE all’estero, con SACE, Confindustria Assafrica&Mediterraneo e, per le più strutturate, ad una fase di coaching finale. In una successiva fase di follow-up del progetto sono stati organizzati circa 180 B2B tra aziende italiane e africane su piattaforma ICE Fiera Smart 365. La realizzazione del progetto integralmente da remoto ha sicuramente posto qualche sfida in più alla buona riuscita del progetto ma, nonostante questo, i risultati sono stati più che incoraggianti. In base alle nostre indagini di soddisfazione, è emerso un chiaro apprezzamento in merito sia alle tematiche trasversali che ai focus settoriali previsti dal percorso formativo.

    Quali sono le novità di quest’anno?

    La nuova edizione di Africa Business Lab vedrà per la prima volta affrontare il mercato del Nord Africa, molto diverso dai mercati dell’Africa Sub-sahariana, mercati che comunque verranno approfonditi anche tenendo conto della situazione generale di emergenza sanitaria. Verranno esplorati nuovi mercati quali il Sudafrica e il Senegal e verranno affrontati trasversalmente i temi della sostenibilità e della trasformazione digitale;  temi che cerchiamo di declinare in tutti i nostri progetti di formazione dato il grande potenziale di innovazione che rappresentano per il nostro tessuto imprenditoriale.

    Chi non dovrebbe perdersi Africa Business Lab 2?

    Il percorso formativo è indirizzato primariamente a piccole e medie imprese attive nei settori che andremo ad approfondire (energia, agribusiness, infrastrutture) e che sono interessate all’Africa per strutturare, ampliare o diversificare le loro attività all’estero. Questo non elimina il beneficio formativo che la nostra iniziativa può portare a realtà più grandi o a corpi intermedi coinvolti in strategie di internazionalizzazione che abbiano al centro il continente africano.

    Quali sono gli obiettivi del laboratorio?

    Obiettivo alla fine di tutto il percorso è di affinare gli strumenti per affacciarsi al settore africano di interesse. L’iniziativa ha l’obiettivo di fornire alle imprese italiane strumenti di conoscenza ed operativi per affrontare i mercati africani con maggiore consapevolezza, preparazione e non ultimo con una strategia di internazionalizzazione più strutturata. Al fianco di questo obiettivo più puramente formativo ci piacerebbe che l’iniziativa rappresentasse anche un modo per sviluppare reti e contatti fidati tra imprese diverse ma anche tra le imprese ed il nostro sistema Paese.

    Perché l’Africa e perché adesso?

    L’iniziativa di Agenzia ICE si inserisce in un processo più ampio che sta prendendo piede sia a livello europeo che italiano e che punta a un rinnovamento dei rapporti tra i due continenti. Sul versante europeo questa volontà è apparsa chiaramente quando, a pochi mesi dalla sua elezione, la Commissione Europea ha lanciato una comunicazione intitolata “Towards a comprehensive strategy with Africa” con la quale si punta all’instaurazione di una rinnovata cooperazione all’insegna di relazioni vantaggiose per tutti gli operatori coinvolti. Anche sul versante italiano si è espressa in maniera altrettanto esplicita la necessità di coltivare ed ampliare i nostri partenariati con il continente africano: il documento strategico del MAECI “Partenariato con l’Africa” o la Conferenza Italia-Africa sono solo alcuni degli eventi che rilevano quanto il nostro Paese stia investendo in queste aree di rapido mutamento che per questo possono rappresentare fonti di benefiche collaborazioni e arricchimento reciproco. Risulta evidente che queste volontà sia italiane che europee sarebbero svuotate in mancanza di un settore economico e produttivo preparato ad affrontarle, e soprattutto ricettivo in merito alle opportunità da cogliere. Il ruolo a cui è chiamata la nostra Agenzia è quindi quello di realizzare e dare forma a queste strategie grazie all’aiuto di esperti qualificati e personale in loco.© Riproduzione riservata



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