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    Africa: Appello a costruire una propria capacità farmaceutica

    I leader globali, in un evento collaterale sulla salute durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, hanno espresso l’urgente necessità di aumentare la produzione e l’accesso ai vaccini contro il covid a seguito di una pandemia che ha causato perdite economiche senza precedenti e bancarotta dei sistemi sanitari in tutta l’Africa.

    Martedì il Future Investment Initiative Institute ha ospitato l’evento, parte di una serie di sessioni di panel sui temi dei vaccini, della resilienza e della salute globale. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente della Banca africana di sviluppo (Afdb) Akinwumi Adesina, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio Ngozi Okonjo-Iweala e il vicepresidente e partner di Global Infrastructure Partners Jim Yong Kim. Tutti e tre hanno preso parte a un panel che ha cercato di bilanciare le scale della salute globale e le conseguenze del nuovo coronavirus. Lo si apprende da un comunicato stampa di Afdb.

    Per proteggere il continente da future pandemie e altre crisi sanitarie, Adesina ha sottolineato la necessità di costruire e rafforzare la capacità manifatturiera e sanitaria dell’Africa: “L’Africa non può esternalizzare la propria salute al resto del mondo. Dobbiamo costruire una capacità manifatturiera indigena in Africai” ha detto Adesina affrontando quella che ha affermato essere una delle più grandi lezioni della pandemia: la necessità che l’Africa possa fare affidamento su se stessa.

    Sulla logistica internazionale e la distribuzione dei vaccini, Okonjo-Iweala ha affermato che le sue due priorità principali sono convincere i Paesi che hanno un eccesso di vaccini a donarli a Covax, l’iniziativa guidata dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, dall’alleanza vaccinale Gavi e dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il secondo, ha detto, è “far sì che i paesi più ricchi si scambino il posto con i paesi più poveri nelle liste d’attesa per i vaccini”. Secondo Okonjo-Iweala la questione prioritaria è costruire la capacità produttiva dell’Africa in ambito farmaceutico: “Dobbiamo decentralizzare la produzione” ha sottolineato.

    Adesina ha affermato che la Banca africana di sviluppo contribuirà con 3 miliardi di dollari allo sviluppo dell’industria farmaceutica africana nei prossimi 10 anni: “Ciò che è necessario a lungo termine è costruire la capacità farmaceutica dell’Africa”, ha sottolineato il capo di Afdb.

    A ostacolare tale capacità ci sono le varie restrizioni e barriere commerciali, i diritti di proprietà intellettuale e la mancanza di materie prime, che rendono ancora più difficile per i paesi africani entrare in gioco. “Stiamo intervenendo, le catene di approvvigionamento per i vaccini sono molto complicate. Dobbiamo eliminare le restrizioni in modo che i produttori possano ottenere ciò di cui hanno bisogno” ha affermato Okonjo-Iweala: “Il nazionalismo dei vaccini non paga, dobbiamo lasciare che la tecnologia venga trasferita. Non possiamo essere egoisti in questa pandemia. Sono in gioco delle vite”. [Da Redazione InfoAfrica]© Riproduzione riservata



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