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Zambia: la siccità mette a rischio la produzione di energia e rallenta crescita

La siccità che sta colpendo in generale l’Africa australe e quindi anche lo Zambia rischia di avere effetti sulla capacità di quest’ultimo di generare energia elettrica. Metà del fabbisogno nazionale è infatti generalmente coperto dalla diga idroelettrica del lago Kariba; ma quest’anno il lago è ai livelli più bassi degli ultimi 20 anni.

Per il secondo produttore di rame del continente la carenza di energia elettrica potrebbe trasformarsi in un altro pesante colpo da assorbire insieme al calo dei prezzi di materie prime sui mercati internazionali (il rame è crollato del 18% dallo scorso gennaio).

La diga del lago Kariba è situata nei pressi del confine con lo Zimbabwe, attinge da un bacino lungo 226 chilometri e largo 40, e a piena capacità produce 1830 MW di energia suddivisa tra i due paesi. La Zesco, l’utility elettrica dello Zambia, ha già chiesto alle aziende minerarie attive nel paese – tra cui Glencore e Vedanta Resource – di ridurre le loro richieste di energia di almeno il 30%; l’industria estrattiva contribuisce attualmente al 12% del pil nazionale ma è strategica ai fini delle esportazioni e quindi della disponibilità di valuta pesante.

Tutto questo si sta traducendo in una revisione dei tassi di crescita: a giugno il ministero delle Finanze ha ridotto dal 5,8% al 7% il tasso di crescita previsto per quest’anno; potrebbero esserci inoltre impatti sul livello di occupazione.



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