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    Conferenza ICE sulla sostenibilità in Africa: fare conoscere alle aziende italiane le opportunità nel continente

    È stata seguita da una cinquantina di aziende la seconda conferenza organizzata lo scorso 8 giugno dall’Agenzia ICE, in collaborazione con Confindustria Assafrica&Mediterraneo e SACE, e dedicata al business sostenibile in Africa, dopo quella del 18 maggio sulla nuova Area africana continentale di libero commercio (AfCfta).

    In apertura dei lavori dell’evento, Tatiana Marzi dell’Agenzia ICE, ha indicato che quegli incontri rientrano nella scia del percorso formativo dell’Africa Business Lab (Abl), iniziato lo scorso anno e il cui obiettivo è di fornire strumenti, informazioni e competenze alle aziende interessate ad approcciare il mercato sotto esplorato – ma di grandi opportunità – dell’Africa. Durante il saluto introduttivo, l’avv. Ruggero Aricò, vicepresidente di Confindustria Assafrica&Mediterraneo, ha ricordato l’Agenda 2063 adottato dall’Unione Africana in quanto impegno per uno sviluppo sostenibile e una transizione energetica del continente nel rispetto degli sforzi globali volti a mitigare i cambiamenti climatici e attraverso il quale la sostenibilità può diventare un’opportunità di business per le imprese italiane. Moderatore all’incontro, Massimo Zaurrini, direttore del mensile economico Africa e Affari, ha osservato quanto il criterio di sostenibilità fosse sempre più discrimine per l’accesso ai finanziamenti ma anche agli appalti stessi nel continente, evidenziando a riguardo la forte impronta del settore privato locale in materia di innovazione.

    Durante il suo intervento, Andrea Nannicini di SACE ha spiegato come il Decreto legislativo Semplificazione ha fatto dell’istituto l’attuatore del Green New Deal italiano, con l’obiettivo di supportare le aziende a divenire dei campioni della green economy. Tracciando il quadro della situazione energetica e normativa in Sudafrica, la direttrice dell’ufficio ICE a Johannesburg, Antonella Marucci, ha evidenziato l’ampio spazio esistente nel paese africano per gli operatori delle rinnovabili, con il Piano di emergenza varato dal governo (IRP2019) per l’approvvigionamento complessivo di 3000 MW di energia, di cui oltre 14.000 MW dall’eolico e 6000 MW dal fotovoltaico. Fabio Iannone, della Facolty ICE, ha poi menzionato il Clean Energy Package 2019 dell’Unione Europea che presenta ampie opportunità di sviluppo per le imprese italiane per diffondere il proprio know-how, soprattutto in Africa, dove l’assenza di infrastrutture obsolete potrebbe consentire al continente di passare direttamente a modelli di produzione energetica innovativi – come quello delle comunità energetiche rinnovabili.

    Il direttore di Umbria Export, Enzo Faloci, ha da parte sua sottolineato la necessità di fare coincidere la creazione di modelli di sviluppo inclusivo locali con l’esigenza di fatturato dell’azienda. In  collegamento da Kigali, Claudia Beretta, del Global Green Growth Institute, ha illustrato il caso del Rwanda, dove gli sforzi del governo si concentrano su mobilità sostenibile con veicoli elettrici, incluse nelle zone rurali per il trasporto delle merci agricole, solare e clean cooking con gas naturale, green building, agricoltura sostenibile, agroalimentare, aeroporto, tessile e turismo, nonché packaging. Infine, Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta, ha posto l’accento sulla sfida della sostenibilità che non potrà essere vinta senza l’impegno dell’industria, la tematica ambientale essendo la nuova chiave delle relazioni mondiali.

    I kit formativi elaborati da SACE nell’ambito dell’Africa Business Lab sono disponibili qui. [Da Redazione InfoAfrica]© Riproduzione riservata



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