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    Togo: L’Italia c’è nel successo del progetto “Ananas Dolcetto”

    Un bilancio positivo quello di “Ananas Dolcetto”, progetto avviato un anno fa per lo sviluppo dell’agricoltura cooperativa in Togo. Promosso da Coopermondo, la Ong del Sistema Confcooperative, con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) e avviato a fine 2019, il progetto ha visto la partecipazione come capofila di Brio, realtà specializzata nella commercializzazione di ortofrutta biologica, e di Agrintesa come partner industriale e agronomico.

    L’obiettivo era quello di sostenere lo sviluppo della comunità di Tsévie in Togo, Paese dove secondo stime correnti il 32,3% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e la coltivazione della terra occupa il 75% della popolazione attiva. Per raggiungere questo obiettivo, spiegano in una nota diffusa oggi Gianni Amidei, presidente di Brio e Aristide Castellari, presidente di Agrintesa, migliaia di piccoli agricoltori sono stati aiutati a esportare “un prodotto di valore come l’ananas a prezzi remunerativi, garantendo ai produttori una fonte di reddito certa e continuativa”.

    Allo stesso tempo, continuano i promotori, è stato promosso un modello, quello cooperativo, che favorisse lo sviluppo sociale ed economico di tutta l’area. “La pandemia, com’è facile immaginare, ha creato non poche difficoltà ma al termine del primo anno di progetto siamo comunque riusciti a centrare molti degli obiettivi che ci eravamo prefissati, ponendo solide basi per il prossimo futuro”.

    Aldo Cera, referente Aics dell’iniziativa finanziata a Brio Spa, sottolinea come il progetto ‘Rafforzamento della filiera agro-industriale Dolcetto, l’ananas biologico del Togo’ coniughi due principi cardine del Bando Profit dell’Agenzia che incoraggia un più diretto coinvolgimento del settore privato nazionale in iniziative aventi una chiara e sinergica finalità di sviluppo nei Paesi partner: “Tali principi sono il private sector development, qui riscontrabile nel rafforzamento della sostenibilità economica della cooperativa in loco, e il private sector engagement, riconducibile ai positivi aspetti sociali descritti e raggiunti grazie all’impegno di Brio Spa e dei suoi partner”.

    I partner in Togo, le cooperative, le famiglie “hanno tutti lavorato con la generosità insita nel modello cooperativo che è vincente nello sviluppo di filiere agricole e adatto a promuovere benessere nelle comunità partendo da bisogni fondamentali” ha aggiunto a sua volta Marco Menni, presidente di Coopermondo e vicepresidente vicario di Confcooperative.

    Positivi i risultati. Alla fine del 2020, la cooperativa locale CPJPPAB-ZIO (Coopérative Préfectoral des Jeunes Producteurs Professionnels d’Ananas Biologiques-Zio) di Tsévié, partner locale del progetto, riuniva oltre 1.500 agricoltori, 500 in più di quelli associati un anno prima, all’avvio del progetto, con una superficie coltivata di circa 500 ettari di ananas biologico là dove prima esistevano solo dei produttori disaggregati. Nell’ambito del progetto è stata condotta un’attività di formazione agronomica con visite periodiche in Togo, acquistato e donato strumentazione tecnica e mezzi per il trasporto del prodotto, assunto 5 persone attraverso una cooperativa togolese per adempiere a funzioni di controllo qualità, commerciali ed amministrative. Inoltre, grazie al supporto di Brio e di Coopermondo, la cooperativa locale ha conseguito la certificazione Bio e, a gennaio 2021, quella Fairtrade.

    Positivi anche i risultati relativi alla sostenibilità economica del progetto con  impatti positivi sugli agricoltori, sulle loro famiglie e sull’intera comunità.[Da Redazione InfoAfrica] © Tutti i diritti riservati



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