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Niger: quelle sabbie del Sahel che avvolgono gli ultimi turisti

NIGER – «Non si è trattato di negligenza, ma di un’azione davvero inaspettata. I terroristi sono in difficoltà sul nostro territorio, hanno subito sconfitte. Evidentemente hanno deciso di intervenire laddove non era prevedibile. Non si capisce dove questi criminali vogliono arrivare. È impossibile concepire il perché di così tanta violenza cieca». Afflitto dall’attacco letale alla comitiva francese dell’ong Acted e alla loro guida locale, il ministro nigerino del Turismo Ahmed Botto, raggiunto telefonicamente da InfoAfrica incassa un altro duro colpo. «Ci stavamo appena riprendendo dalla crisi legata al covid-19, c’era entusiasmo. C’era voglia di prepararsi per le prossime manifestazioni turistiche e artigianali che nel nostro Paese hanno un grande potenziale, e che l’anno scorso avevano portato turisti dall’estero».

«È chiaro che un episodio del genere non ci aiuterà a ripartire. Ma siamo fiduciosi, supereremo anche questa situazione e con le dovute cautele ci risolleveremo». Botto ricorda che il suo ministero, così come le autorità nigerine in generale, raccomanda sempre una scorta ai visitatori interessati a gite fuori porta, ed è sempre pronto ad aiutare nell’organizzazione. Non è infatti ben chiaro perché il gruppo di francesi, operatori umanitari ben al corrente della situazione di sicurezza nel Sahel, abbia deciso di uscire domenica senza un proprio servizio di sicurezza benché la zona del parco di Kouré sia considerata più sicura del resto del Paese e la visita alle giraffe sia un’attività usuale per gli espatriati a Niamey.

La barbara imboscata che ha preso di mira il veicolo dell’ong francese Acted, con a bordo sette operatori dell’organizzazione (sei francesi dipendenti e un volontario internazionale basato a Niamey) e una guida locale, è costata la vita a quattro uomini e quattro donne, di età comprese tra i 25 e i 50 anni. La direttrice generale di Acted, Marie-Pierre Caley, ha deplorato un «dramma senza precedenti per l’organizzazione» e ha ricordato che le aree tra Niamey e Kouré erano classificate in giallo. Il co-fondatore dell’ong, Frederic Roussel, ha dal canto suo lamentato il fatto che la comunità internazionale non garantisca la sicurezza del personale umanitario chiamato a intervenire nei Paesi a rischio. Acted ha annunciato che sporgerà denuncia affinché si faccia chiarezza sull’accaduto.

L’attacco, messo a segno da uomini in moto che hanno crivellato di pallottole il 4×4 dell’ong, ritrovato interamente bruciato, non è stato ancora rivendicato. Si sospetta il ramo dell’Isis nel Grande Sahara, protagonista di una vera e propria guerra contro i soldati francesi e nigerini, che avrebbe agito proprio in chiave anti-francese per una dimostrazione di forza. Un consiglio di difesa è in programma domani in Francia. La procura antiterrorismo francese ha aperto un’inchiesta. [CC]



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