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OMC/WTO: tre candidati africani alla direzione

Sono in tutto otto i candidati alla carica di direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC/WTO). Tre di loro sono africani: la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala, l’egiziano Abdel-Hamid Mamdouh e la keniana Amina Mohamed. A questi si aggiungono il messicano Jesús Seade Kuri, il moldavo Tudor Ulianovschi, la coreana Yoo Myung-hee, il saudita Mohammad Maziad Al-Tuwaijiri e il britannico Liam Fox.

Ngozi Okonjo-Iweala è un economista esperta di sviluppo internazionale. Fa parte dei consigli di amministrazione di Standard Chartered Bank, Twitter, Global Alliance for Vaccines and Immunization e African Risk Capacity. Ha lavorato per 25 anni alla Banca mondiale come economista dello sviluppo. È stata inoltre ministro delle Finanze della Nigeria (2003-2006, 2011-2015) sotto la guida rispettivamente di Olusegun Obasanjo e Goodluck Jonathan.

Hamid Mamdouh, senior counsel presso King & Spalding Llp, ha occupato posizioni di rilievo nel Wto fin dalla sua fondazione nel 1995. Ha ricoperto anche importanti ruoli nel servizio diplomatico dell’Egitto.

Amina Mohamed, keniana, è stata tra gli ultimi, in ordine di tempo, ad aver presentato la sua candidatura, soltanto questa settimana. Già ministro degli Esteri del Kenya, ha tentato di diventare direttore generale del WTO già nel 2013, uscendone battuta dall’attuale direttore Roberto Azevêdo.

Il nuovo direttore sarà nominato il 31 agosto, ma già in queste settimane sono partite le “campagne elettorali” per accaparrarsi i consensi necessari per l’elezione. Il WTO, che ha sede a Ginevra, è stata fondata nel 1995 ed è un organo decisionale che guida il commercio internazionale e arbitra le controversie. Le decisioni sui casi presentati sono spesso definitive, anche se non è un’organizzazione delle Nazioni Unite. [Redazione InfoAfrica] © Riproduzione riservata

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