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Nigeria: elezioni, Buhari eletto presidente. L’uomo forte contro Boko Haram?

NIGERIA – E’ stato dichiarato ufficialmente vincitore delle elezioni presidenziali nigeriane, Muhammadu Buhari, in un voto che segna la vittoria dell’opposizione sul governo in carica per la prima volta da quando nel 1999 era finito il regime militare.

Buhari (generale a riposo e già capo dello Stato tra il 1983 e il 1985 durante quel regime militare) ha ottenuto in tutto 15,4 milioni di voti contro i circa 13,3 milioni raccolti dal presidente uscente Goodluck Jonathan, che ha prontamente riconosciuto la sconfitta alle urne.

Candidatosi per conto dell’All Progressives Congress (Apc), Buhari ha conquistato la maggioranza delle preferenze in molti stati chiave. Tra questi quelli del nord, area di cui l’ex generale è originario, ma anche la capitale economica Lagos, nel sud.

A Jonathan – espressione del partito finora sempre rimasto al governo del Peoples’ Democratic Paty (Pdp) – non è bastato aver prevalso nella capitale federale Abuja e – con percentuali quasi bulgare che hanno da più parti fatto nascere il sospetto di tentativi di brogli – in alcuni stati meridionali, tra cui Bayelsa – sua zona di nascita – e Rivers.

“Il presidente Jonathan è stato un valido sfidante – ha detto Buhari ai suoi sostenitori – Abbiamo provato al mondo che la Nigeria ha abbracciato la democrazia e di esserci messi definitivamente alle spalle lo stato mono-partitico”.

Alla vigilia dell’appuntamento elettorale, da più parti erano emersi timori per gli attacchi da parte del gruppo islamico Boko Haram – che si sono verificati, causando in tutto circa una cinquantina di vittima, senza ripercussioni particolari sullo svolgimento generale delle elezioni – e per l’eventualità che i sostenitori del candidato presidente non eletto potessero contestare violentemente il risultato uscito dalle urne.

Nel complesso il voto è stato però generalmente definito come svoltosi in modo corretto e il fatto che per la prima volta nella storia della Nigeria le elezioni siano all’origine dell’alternanza ai vertici statali rappresenta senza dubbio un segnale molto importante per il paese e il continente in generale.

Boko Haram

Ex capo di Stato militare tra il 1983 e il 1985, il generale Muhammadu Buhari nel novembre del 2012 aveva ufficialmente rifiutato l’incarico di mediatore tra il gruppo islamico radicale Boko Haram e il governo federale di Abuja.

Nello stesso periodo un portavoce di Boko Haram aveva fatto il nome di sei esponenti politici individuati dal gruppo come mediatori con il governo, ma secondo i media nigeriani nessuno dei sei nominati era stato prima consultato.

L’ex capo di Stato militare ha specificato di non conoscere nessuno della setta islamica accusata di aver causato migliaia di vittime negli ultimi anni.

Spiegando la propria posizione, Buhari aveva precisato di non avere alcuna intenzione di lavorare per il gruppo insurrezionalista né tantomeno di negoziare per conto del governo federale.

“Come posso rappresentare persone che non ho mai visto né conosciuto? – ha detto Buhari – E inoltre come potrei lavorare per un governo che ha fallito nella sua lotta contro Boko Haram, senza riuscire a proteggere le vite e le proprietà dei propri cittadini con tutte le risorse che ha a disposizione?”.

Resta da vedere come, ora che è stato eletto presidente, Buhari affronterà la questione Boko Haram: dialogo o contrasto armato?



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