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Libia: Gentiloni a Ban Ki-moon: “Italia pronta a fare la sua parte nell’ambito delle decisioni Onu”

LIBIA – Tanti gli spunti in agenda questa mattina nell’incontro tra il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ma su tutti – come sottolineato dal ministro italiano – il focus centrale è stato dedicato alla Libia e al conflitto in atto. Così, se è stato fatto riferimento a cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile, diritti umani e presenza delle Nazioni Unite in Italia, in realtà l’attenzione era rivolta al paese arabo e alla possibilità di missioni internazionali.

Pur non facendo diretto riferimento all’ipotesi di una missione, Gentiloni ha detto che “l’Italia è pronta a svolgere un ruolo fondamentale nel momento in cui l’Onu prenderà la sue decisioni” e “dopo il raggiungimento di un auspicato accordo interno alla Libia” ovvero tra i due governi che de facto si stanno contendendo la guida del paese. “Stiamo lavorando anche con i paesi della regione perché si ottengano buoni risultati che non sono però scontati. L’Italia potrà certamente fare la sua parte”.

Da parte sua Ban Ki-moon – che ha in programma incontri con il capo dello Stato Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Renzo Mattei – ha sottolineato i passi avanti compiuti nel processo di dialogo tenuto in Marocco, il coinvolgimento di autorità libiche anche a livello locale, e ha apprezzato l’impegno dell’Italia, già dimostrato in altri scenari, in particolare in Libano. “Pensiamo che l’attuale fase di caos – ha detto il segretario generale dell’Onu – stia aprendo spazi a gruppi estremisti, il mio rappresentante Bernardino Leon sta lavorando sul fronte politico, il sostegno dell’Italia è essenziale”.

Gentiloni e Ban Ki-moon hanno anche affrontato la questione del traffico di esseri umani e, su questo punto, Ban Ki-moon ha sottolineato la necessità di una presa di posizione europea oltre che italiana. Sul tavolo anche le crisi in corso in Siria e in Iraq e la questione del contenimento di Isis: “L’Isis o Daesh – ha concluso Ban Ki-moon – si è fatta notare per la sua brutalità, per la violazione dei diritti umani, per l’aggressione alle minoranze. Ho chiesto ai paesi che possono esercitare un’influenza di facilitare gli aiuti umanitari”. Netto il commento di Gentiloni: “Nei confronti di Daesh il nostro atteggiamento non può che essere di condanna totale e basta”.



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