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E-Africa Business Lab: diversificazione e integrazione aprono opportunità per le Pmi in Africa orientale

“L’E-Africa Business Lab è un’iniziativa pensata per il valore aggiunto che le aziende italiane possono portare ai mercati africani”: con queste parole, Alessandra Rainaldi, responsabile del progetto per ICE Agenzia, ha aperto giovedì 21 maggio i lavori della seconda giornata di webinar informativi di questo programma mirato a sostenere le Piccole e medie imprese (Pmi) italiane interessate ad espandere le proprie attività nel continente.

Intervenendo in introduzione di un incontro interamente dedicato all’Africa Orientale e seguito in modalità streaming da oltre 200 aziende, Mariangela Siciliano, responsabile del programma Education to Export di Sace Simest, polo dell’export italiano e partner dell’E-Africa Business Lab, ha sottolineato l’importanza del progetto “per fornire gli strumenti di conoscenza e di operatività alle Pmi per approcciare sia le opportunità che i rischi connessi ai mercati africani in una prospettiva sicura”. Dopo aver evocato i tanti progetti nei settori delle infrastrutture e della logistica che verranno attuati nell’Est del continente, che funge da approdo in Africa verso l’Europa sulla nuova Via della Seta marittima, Pier Luigi D’Agata, direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, terzo partner dell’iniziativa, ha evidenziato l’opportunità per le aziende italiane offerta da questo progetto di poter avvalersi simultaneamente degli strumenti e contatti proposti dal sistema-Paese, compresa “la rete costruita da Assafrica con numerosi omologhi del settore privato”.

Moderatore del percorso introduttivo, Massimo Zaurrini, direttore di InfoAfrica/Africa e Affari, ha messo in rilievo la storica vicinanza dell’Italia all’Est africano, che si distingue per una solida integrazione regionale, una forte diversificazione economica, una presenza accentuata del settore privato, un’apertura sostenuta all’innovazione e da una vivace competizione interna.
Nel suo outlook economico, Alessandro Terzulli, Chief Economist di Sace Simest, ricordando l’impatto che le misure di contenimento dell’attuale pandemia avranno sulla domanda africana di importazioni – anche per la dipendenza economica di molti Paesi del continente da commodities e materie prime -, ha lodato la dinamicità della regione orientale, dove le esportazioni italiane sono ammontate a 805 milioni di euro nel 2019, con il Kenya, l’Etiopia e la Tanzania primi mercati di destinazione.
Degno di nota anche il Rwanda, seconda economia con la crescita più rapida del continente (una crescita media superiore al 7% dal 2007) e quinto paese più sicuro al mondo, che emerge per la sua forza lavoro istruita, lo sviluppo delle nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione e la progressione del turismo congressuale e di lusso con la costruzione di numerosi resort. Terzulli ha inoltre precisato che i beni esportati dalla penisola in Africa Orientale sono essenzialmente costituiti da prodotti della meccanica strumentale (per un terzo del totale), metalli, mezzi di trasporto e chimica.

Dall’Ufficio regionale di Addis Abeba di ICE Agenzia, Simona Autuori, ha sottolineato le strategie governative che caratterizzano l’intera regione attraverso programmi quinquennali di sviluppo mirati a passare da economie di sussistenza ad economie industrializzate, con un sostegno forte all’industria e alle infrastrutture. Oltre l’integrazione dell’Africa Orientale all’economia globale, anche grazie all’eccellenza dei suoi collegamenti con l’Europa e il resto del mondo, Simona Autuori ha anche ricordato le facilitazioni messe in atto dalle autorità locali per l’apertura di un’attività commerciale, confermando come settori chiave in cui si concentrano le principali opportunità di affari nella regione: Agribusiness, energia, infrastrutture di trasporto, macchinari e oil&gas.

La valenza della regione per le PMI italiane è confermata dalla forte presenza della rete ICE con Sede nella capitale etiopica e quattro Desk tra Tanzania, Uganda e Kenya e – da quest’anno – Rwanda, con in più l’apertura di un ufficio a Gibuti in progetto.

A chiusura di questa seconda giornata, le testimonianze aziendali di Katia Cassol per conto di Tropical Food Machinery e di Paolo Biglieri di Blend Plants, membro del Board di Assafrica. Se la prima ha posto l’accento sull’importanza di informarsi e di fare leva su una rete tramite Ice, le Camere di Commercio e le varie fiere specializzate, anche adeguando il prodotto alle realtà locali, il secondo ha evidenziato come l’85% delle vendite dell’azienda sono ormai realizzate all’estero grazie al Sistema Paese, evocando una recente commessa vinta in Uganda con il sostegno di Sace Simest.

Numerose le domande dei partecipanti a fine sessione, dalle energie alternative e alla meccanica, dai rischi bancari alle linee di credito aperte per i paesi africani.

Gli ultimi due incontri del percorso introduttivo, dedicati all’Africa occidentale e all’Africa australe, si svolgeranno mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, per poi lasciare il posto a giugno all’avvio dei quattro percorsi settoriali dedicati ad agribusiness, energia, costruzioni/infrastrutture e tessile/moda.

Per approfondire:

http://exportraining.ice.it/it/attivita-e-servizi/lista-corsi/369-africa-business-lab.html



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