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Ice, una presenza sempre più africana

Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane è l’organismo attraverso cui il governo italiano favorisce il consolidamento e lo sviluppo economico-commerciale delle imprese del Belpaese sui mercati esteri. Agisce, inoltre, quale soggetto incaricato di promuovere l’attrazione degli investimenti esteri in Italia. Con una rete di uffici all’estero, Ice svolge attività di informazione, assistenza, consulenza, promozione e formazione alle piccole e medie imprese italiane. Grazie all’utilizzo di moderni strumenti di promozione e di comunicazione multicanale, agisce per affermare le eccellenze del Made in Italy nel mondo.

A fronte di questo mandato, la presenza di Ice in Africa negli ultimi anni è cresciuta con l’apertura di uffici in Paesi che fino a pochi anni fa erano ancora fuori dai radar italiani. Attualmente una presenza piuttosto capillare è quella assicurata nei Paesi dell’Africa settentrionale – storico bacino di presenza italiana – con uffici in Marocco (Casablanca), Algeria (Algeri), Tunisia (Tunisi), Egitto (Il Cairo). Resta fuori la Libia a causa della situazione di conflittualità e insicurezza in atto dal 2011. 

A sud del Sahara, la presenza di Ice si è rafforzata con l’apertura recente di sedi in Ghana (Accra), Etiopia (Addis Abeba) e Mozambico (Maputo). Sedi che hanno affiancato altri uffici già presenti ovvero quelli di Angola (Luanda), Repubblica del Congo (Brazzaville), Sudafrica (Johannesburg). 

Ice è una delle componenti del cosiddetto Sistema Paese e fino allo scorso anno rispondeva al ministero dello Sviluppo economico. Il decreto di riordino delle competenze ministeriali approvato lo scorso settembre, ha trasferito alla Farnesina tutti i poteri, le funzioni e la strategia per la politica commerciale, la promozione all’estero e l’internazionalizzazione del Sistema Italia. E con questi anche i compiti di indicazione dei vertici e di vigilanza di Ice-Agenzia. 

Dal primo gennaio di quest’anno sono traghettate sotto il ministro degli Affari esteri anche le risorse umane, finanziarie e strumentali della direzione per il commercio internazionale, finora in capo al dicastero dello Sviluppo economico. 

Al ministro degli Esteri, come sottolinea il quotidiano Italia Oggi, sono inoltre passati: le risorse e la gestione dei poteri di promozione e internazionalizzazione delle imprese; la gestione amministrativa, l’assistenza, il raccordo con gli organismi pubblici e il governo delle agevolazioni per le imprese all’estero; il potere di modificare per decreto il Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia; le funzioni per la promozione della partecipazione a società e imprese miste all’estero; il fondo per la promozione degli scambi e l’internazionalizzazione delle imprese; il fondo per la realizzazione di azioni a sostegno di campagne promozionali straordinarie a favore del Made in Italy.



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