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Libia: bilancio dopo l’attacco a Ghani, dal Marocco segnali di distensione

LIBIA – Undici uomini della sicurezza uccisi e sette cittadini stranieri presi in ostaggio: questo il bilancio dell’attacco avvenuto lo scorso venerdì contro il campo petrolifero di Ghani, in Libia. Tra le persone in ostaggio ci sono un cittadino ceco, un austriaco, uno del Bangladesh, un cittadino africano non meglio identificato e alcuni filippini.

Il campo di Ghani era gestito dalla Compagnia nazionale petrolifera libica (NOC) secondo cui la produzione pre-crisi e pre-attacco era di 74.000 barili di greggio al giorno.

Che attorno al petrolio stia ruotando l’intera crisi libica non è una novità. Per lo stesso motivo, nei giorni scorsi il rappresentante Onu nel paese, Bernardino Leon, ha proposto la disposizione di un blocco navale attorno alla Libia per ridurre il contrabbando di petrolio da cui diversi gruppi armati traggono poi i fondi per armarsi e pagare i propri uomini.

Dal Marocco, intanto, dove si sono tenuti incontri tra i rappresentanti dei due governo de facto insediati in Libia, sono arrivati segnali positivi in direzione della creazione di un governo di unità nazionale.



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