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Africa, lotta ad aids, tubercolosi e malaria: “Una storia positiva da raccontare”

“La storia del Fondo Globale è tra le più positive che possano essere raccontate: ha contribuito in maniera decisiva a rafforzare le capacità di sistema e a diminuire la mortalità e la morbosità delle patologie più rilevanti per le popolazioni più povere altrimenti escluse da benefici sanitari adeguati ed efficaci”. Comincia con queste parole il messaggio inviato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al convegno svoltosi ieri alla Farnesina a Roma dal titolo “L’Italia e le sfide future della Salute Globale” incentrato sul ruolo del Fondo Globale, il meccanismo per la lotta contro aids, tubercolosi e malaria.

L’iniziativa – organizzata dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale insieme al Consiglio degli Amici del Fondo Globale-Europa, all’Istituto superiore di sanità e al Fondo Globale stesso – è stata occasione per sottolineare il rinnovato impegno dell’Italia, dopo un periodo di sospensione durato alcuni anni, tra i paesi contributori del Fondo. Lo scorso anno il governo italiano ha infatti promesso un finanziamento per il periodo 2014-2016 di 100 milioni di euro. I primi 30 milioni erano già stati erogati lo scorso anno, mentre proprio ieri – secondo quel che ha reso noto il direttore generale per la cooperazione allo sviluppo del MAECI, Gianpaolo Cantini – è stato firmato il memorandum d’intesa per sbloccare la seconda tranche di altrettanti 30 milioni. Sottolineando il rinnovato impegno assunto, Cantini ha inoltre annunciato come nei prossimi anni le attività dell’Italia in campo sanitario saranno concentrate particolarmente verso Burkina Faso, Etiopia, Sudan e Afghanistan.

L’importanza del ruolo dell’Italia tra i paesi membri del Fondo Globale è stata evidenziata anche dalla nomina a vicepresidente del Consiglio degli Amici del Fondo Globale Europa del dottor Stefano Vella, direttore del Dipartimento di Farmacologia presso l’Istituto Superiore di Sanità, la cui attività di ricerca scientifica si è sempre concentrata in particolare nella lotta all’aids.

Creato nel 2001 durante il G8 di Genova, il Fondo Globale è un’istituzione finanziaria internazionale concepita come un innovativo partenariato pubblico-privato per la salute cercando di riunire assieme tutti i partner coinvolti nel contrasto alle tre malattie: i governi dei paesi sviluppati e in via di sviluppo, le organizzazioni della società civile e le comunità locali, le aziende e le fondazioni del settore privato, nonché i partner tecnici. Proprio grazie a tale approccio, il Fondo Globale garantisce attualmente il 21% dei finanziamenti internazionali per la lotta contro l’aids, il 50% di quelli contro la malaria e l’82% di quelli contro la tubercolosi.

L’impostazione adottata dal Fondo è stata messa in evidenza dal direttore esecutivo del Fondo Globale, Mark Dybul, ricordando come il modello classico degli aiuti ufficiali allo sviluppo stia rapidamente cambiando e come sempre più rilevante sia il contributo domestico dei paesi recipienti che necessitano tuttavia del contributo e delle competenze tecniche offerte dai partner del settore privato.

I programmi finanziati dal Fondo Globale sono infatti sviluppati attraverso un approccio collaborativo e un dialogo continuo tra donatori e recipienti al fine di ottenere il maggiore impatto possibile. In questo senso, tali programmi – molti dei quali illustrati nel corso del convegno alla Farnesina come casi positivi di successo – forniscono la risposta più efficace alle tre malattie offrendo interventi che coprono tutte le loro diverse dimensioni: educazione e prevenzione, test e consultazione, trattamento e cura, sostegno ai malati, ai contagiati e alle persone maggiormente colpite e vulnerabili, che sono i bambini più piccoli e le donne.

Questi ultimi aspetti sono stati sottolineati con particolare evidenza dall’onorevole Maria Edera Spadoni, presidente del comitato parlamentare permanente sull’Agenda Globale Post-2015, ricordando che il prossimo mese di settembre si svolgerà a New York presso le Nazioni Unite il summit speciale che dovrà adottare il programma di sviluppo successivo agli Obiettivi di sviluppo del millennio (Mdg): “La salute globale è un diritto umano fondamentale che troppo a lungo è stato negletto, senza comprendere l’intima correlazione che esiste tra fattori economici, sociali e politici”. [MV]



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