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Libia: crisi, campi petroliferi sotto attacco islamista e colloqui in Marocco e Algeria

LIBIA – Una serie di attacchi contro siti petroliferi ha costretto la Compagnia nazionale libica del petrolio (Noc) a dichiarare lo stato di forza maggiore per 11 campi situati nel centro del paese. Lo stato di forza maggiore consente alla Noc di non rispettare i contratti di fornitura di petrolio.

Tra gli attacchi condotti in questi giorni da presunti gruppi islamisti figurano i campi petroliferi di al-Mabrouk e al-Bahi, a 200 chilometri a sud di Sirte, che sono rimasti sotto controllo degli stessi aggressori. I campi per i quali è stato invocato lo stato di forza maggiore sono i seguenti: al-Mabrouk, al-Bahi, al-Dahra, al-Joufra, Tibesti, al-Ghani, al-Samah, al-Baida, al-Waha, Al-dafa, al-Naqa.

Al-Mabrouk e al-Bahi erano fermi già da alcune settimane in seguito ad attacchi che avevano causato una decina di morti.

Gli spazi di maniovra crescenti dei gruppi jihadisti, legati anche all’Isis, sono conseguenza di un sempre più marcato vuoto di potere e degli scontri tra i due governi che si contendono il potere, quello di Tripoli sostenuto allo schieramento di Jajr Libia, e quello di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale.

Rappresentanti deu due governi si incontreranno oggi in Marocco per colloqui mediati dall’Onu. Ulteriori colloqui sono in programma la prossima settimana in Algeria. Secondo fonti della missione dell’Onu in Libia (Unsmil), l’in contro in Algeria sarà seguito a stretto giro di posta da discussioni a Bruxelles che vedranno coinvolti rappresentanti di varie città libiche.



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