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Coronavirus: casi e restrizioni in Africa, aggiornamento del 16 Aprile

AFRICA – (aggiornamento del 16 Aprile) Prosegue in maniera lenta e senza scossoni la diffusione del Coronavirus Covid-19 in Africa, dove a fronte di 1,3 miliardi di abitanti sparsi in 54 paesi si registra un totale di 11.367 casi, ieri erano 10.787. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che evidenzia come l’Africa si mantenga la zona del pianeta con la minore diffusione del virus. Secondo i dati pubblicati alle 8 di oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il numero planetario di contagi sfiora quota 2 milioni, avendo raggiunto alle 8 di questa mattina  1.918.138 casi.

All’interno del continente,  l’Algeria si è unita al Sudafrica e all’Egitto nel superare  la ‘soglia’ simbolica dei 2000 casi (vedi tabella), seguiti dagli altri paesi del Nord Africa ( Marocco e Tunisia) e poi da alcuni paesi dell’Africa Occidentale (Burkina Faso, Costa d’Avorio, Camerun, Ghana) con qualche centinaio di casi. E’ bene segnalare che al momento in Africa non si è verificata alcuna crescita “esponenziale” ma in tutti paesi i numeri salgono in maniera limitata e costante. Il Lesotho resta l’unico paese africano senza alcun contagio comunicato.

Sul fronte delle misure di limitazione, è bene sottolineare che, a fronte di numeri limitati rispetto alle altre zone del mondo, la maggior parte dei paesi africani si è dimostrata la più reattiva nel prendere misure di prevenzione e contenimento. Nelle ultime 24 ore si registrano le novità introdotte da Reunion, Mauritius, Gabon, Malawi, Sudan e Somalia. 

E’ bene evidenziare che da giorni ormai  il Ministero degli Esteri ha pubblicato il seguente avviso relativo a tutte le destinazioni nel mondo:

“In base alla normativa vigente, sono VIETATI tutti i viaggi e gli spostamenti per turismo all’estero come sul territorio nazionale. Visita il sito www.governo.it per consultare la normativa in vigore. La dichiarazione dell’OMS con cui si classifica COVID-19 come “pandemia” sta comportando l’adozione di misure restrittive (sospensione del traffico aereo, divieto di ingresso, respingimento in frontiera, quarantena obbligatoria, accertamenti sanitari) da parte di tutti i Paesi del mondo, con scarso o nessun preavviso. SI RACCOMANDA DI EVITARE OGNI VIAGGIO/SPOSTAMENTO NON ESSENZIALE. Il rientro in Italia è consentito per ragioni di ASSOLUTA URGENZA (DPCM 22 marzo 2020). Chi rientra in Italia dall’estero deve sottoporsi ad ISOLAMENTO FIDUCIARIO per 14 giorni. Per maggiori informazioni: http://www.viaggiaresicuri.it/approfondimento/saluteinviaggio/coronavirus/L’Italia”

NOVITA’ DEL 16 APRILE

REUNION – In risposta all’emergenza sanitaria COVID-19, le misure adottate sul territorio metropolitano francese (consultare l’avviso in evidenza sulla Scheda Paese Francia) si applicano anche a Réunion a partire dalle 15.00 del 17 marzo, ora locale.Per tutti i viaggiatori in arrivo è stata disposta una quarantena obbligatoria di 14 giorni presso strutture di tipo alberghiero.A partire dal 30 marzo 2020 i voli commerciali tra Parigi e La Réunion sono stati ridotti a 3 collegamenti a settimana mentre sono stati sospesi i voli tra Mayotte e La Réunion. Si raccomanda di verificare l’operatività del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento. Le compagnie aeree verificheranno agli imbarchi autocertificazione e documentazione giustificativa comprovante il domicilio nell’isola.

MAURITIUS – In risposta all’emergenza causata dalla diffusione del Covid-19, le Autorità di Mauritius hanno disposto la chiusura dei confini del Paese a partire dal 19 marzo per gli stranieri e, a partire dal 22 marzo, per cittadini mauriziani e residenti. Sono interrotti, pertanto, tutti i collegamenti aerei e marittimi. Tutti gli stranieri entrati prima di tale data sono sottoposti a una quarantena di almeno due settimane. A partire dal 20 marzo, inoltre, le autorità mauriziane hanno deciso la sospensione di tutte le attività economiche non essenziali e, a partire dalle ore 20.00 del 23 marzo e fino a nuovo avviso , hanno stabilito un coprifuoco che implica il divieto di lasciare i propri alloggi, salvo che per i lavoratori impiegati in servizi essenziali (ad esempio sanità, sicurezza, emergenze) o impegnati a garantire i servizi minimi e indispensabili. I negozi di alimentari e supermercati (chiusi a partire dallo scorso 24 marzo) saranno riaperti a partire da giovedì 2 aprile, ma sotto stringenti condizioni al fine di evitare il diffondersi del virus.

GABON – In risposta all’emergenza sanitaria Covid-19, le autorità del Gabon hanno decretato lo stato di emergenza, in vigore a partire dal 12 aprile, con conseguente obbligo di isolamento domiciliare per tutta la popolazione residente nella “Grande Libreville” (il territorio metropolitano della capitale), per la durata di due settimane, eventualmente rinnovabili. Saranno garantiti i servizi considerati essenziali (commercio di generi alimentari e di prima necessità, ordine pubblico, farmacie, vendita di carburanti, raccolta dei rifiuti). Le autorità locali hanno inoltre adottato una serie di misure di contenimento, tra cui la sospensione di tutti i voli internazionali, la chiusura delle frontiere terrestri, marittime e aeree e la sospensione del rilascio di visti turistici per chiunque provenga da “Paesi a rischio” (Unione Europea, Cina, Corea del Sud e Stati Uniti). Le autorità locali hanno introdotto, altresì, in tutto il Paese un coprifuoco dalle 19.30 alle 6.00 ed un provvedimento che, a partire dalla mezzanotte di domenica 12 aprile e per i successivi 15 giorni, impone il confinamento obbligatorio a casa, fatto salvo specifica autorizzazione a spostarsi per i lavoratori di alcuni settori considerati prioritari. Al momento le modalità di realizzazione del confinamento obbligatorio non sono del tutto chiare, considerato che in teoria gli abitanti di Libreville sono autorizzati ad uscire per fare la spesa alimentare o per motivi sanitari (purché provvisti di mascherina, guanti e con l’obbligo di mantenere la distanza minima di sicurezza oltre che di restare nel proprio comune di residenza amministrativa), ma si è avuta notizia di alcuni occidentali fermati nel corso degli abituali controlli stradali e rimandati a casa in quanto sprovvisti di lasciapassare. I trasporti extraurbani sono vietati  (con alcune eccezioni come i trasporti merci ed il trasporto di acqua, prodotti alimentari, carburanti e prodotti farmaceutici) fuori della zona rossa di Libreville, mentre a decorrere dalla mezzanotte di domenica 12 aprile sono proibiti anche gli spostamenti all’interno di diversi comuni amministrativamente autonomi, ma che formano ormai parte integrante della capitale Libreville, ovvero: il comune di Libreville in senso stretto (il centro della città), Akanda (zona nord della capitale), Owendo (zona sud, che comprende il porto commerciale), Ntoum (limite esterno alla capitale che conduce a tutte le altre zone del Paese) e Pointe Denis (zona balneare).

SOMALIA – A seguito della conferma di casi di Covid-19, le autorità locali hanno decretato la sospensione di tutti i voli internazionali di passeggeri, fino a nuovo avviso. Si ricorda che, alla luce della persistente minaccia nei confronti di cittadini ed obbiettivi occidentali, si sconsigliano sia i viaggi sia la permanenza nel Paese, a qualsiasi titolo.

MALAWI – Al fine di prevenire la diffusione del COIVID-19, le Autorità del Malawi hanno  decretato il lockdown (chiusura) del Paese per 21 giorni a partire dalle h. 23.59 di sabato 18 aprile fino alla mezzanotte di sabato 9 maggio. E’ previsto altresì un coprifuoco tra le ore 19:00 e le ore 6:30. Durante tale fascia oraria, è vietato ogni spostamento. E’ possibile che le misure restrittive descritte vengano prorogate. Permane lo stato di emergenza che ha introdotto misure di contenimento quali la chiusura di scuole e università, la proibizione di assembramenti e il divieto per gli stranieri provenienti da paesi affetti dal virus di entrare nel Paese. Da tale divieto sono esclusi i cittadini dei paesi della Southern African Development Community – SADC (Angola, Botswana, Congo, Lesotho, Malawi, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sud Africa, Swaziland, Tanzania, Zambia, Zimbawe), i cittadini malawiani e i residenti in rientro che saranno invece sottoposti a quarantena di 14 giorni. Il Governo del Malawi ha inoltre sospeso, dal 1 aprile, tutti i voli internazionali. E’ stato sospeso anche il rilascio dei visti di ingresso alle frontiere. Le autorità locali hanno istituito il seguente numero da contattare per informazioni e chiarimenti sull’argomento COVID-19: tel. 00 265 887 371288. Per gli ulteriori dettagli, si rimanda alla sezione Emergenza Coronavirus Covid-19 del sito dell’Ambasciata d’Italia a Lusaka, in particolare al link https://amblusaka.esteri.it/ambasciata_lusaka/it/ambasciata/notizie/dall_ambasciata/2020/04/malawi-emergenza-covid-19.html e al Focus Coronavirus sulla homepage di questo sito.

SUDAN – Nel quadro delle misure di contrasto alla pandemia COVID-19, le autorità sudanesi hanno imposto a livello nazionale il coprifuoco dalle ore 18 alle 6 del mattino a partire da martedì 31 marzo. Da giovedì 26 marzo sono inoltre sospesi i voli interni e il trasporto pubblico su strada tra i diversi Stati del Paese.A partire da sabato 18 aprile incluso e fino a nuovo avviso, le autorità sudanesi hanno disposto, inoltre, l’applicazione allo Stato di Khartoum del coprifuoco H24 e la chiusura dei ponti sul Nilo tra Khartoum, Khartoum Nord ed Omdurman per un periodo di tre settimane. E’ pertanto vietata la circolazione di persone prive di specifiche autorizzazioni.

CASI

I casi seguenti sono quelli ufficialmente confermati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO): 

PaeseCasi
PaeseCasi
Sudafrica2415
Mauritius324
Egitto2350 
Senegal299
Algeria2070
R. D. Congo254
Marocco1988
Mayotte217
Camerun855
Kenya216
Tunisia 747 
Rwanda134
Costa d’Avorio638
Mali123
Ghana636
Madagascar110
Niger 570
Togo77
Burkina Faso515
Etiopia, Gabon 82
Gibuti 435
Repubblica del Congo
74
Reunion391
Somalia60
Guinea 363
Uganda, Tanzania54
Nigeria343
Zambia, Guinea Equatoriale , Eritrea, Namibia, Benin, Libia, Sudan, Guinea Bissau, Repubblica del Centrafrica, Mozambico, Eswatini, Seychelles, Liberia, Ciad, Zambia Capo Verde, Mauritania, Angola, Zimbabwe,Somalia, Gambia, Botswana, Burundi, Malawi, Sud Sudan<50

MISURE RESTRITTIVE AI VIAGGI PER ITALIANI

(Per maggiori dettagli si rimanda al sito viaggiaresicuri.it del Ministero degli Affari Esteri. Le misure di Contenimento, infatti, variano da paese a paese e vanno dalla semplice misurazione della temperatura all’arrivo a pratiche di autoisolamento etc..)

Angola/ Divieto

Algeria/ Chiusura frontiere-sospensione voli

Benin/Chiusura frontiere-restrizione visti – Quarantena

Botswana/ Divieto

Burundi/ sospensione voli – Quarantena

Capo Verde – Sospensione voli-Contenimento

Camerun – Divieto

Centrafrica Repubblica – Quarantena

Ciad/ Divieto

Comore/ Chiusura confini

Congo/Quarantena

Costa d’Avorio/Contenimento

Egitto/ Chiusura aeroporti- Contenimento-Ricovero

Eritrea/ Quarantena

Etiopia/ Quarantena-Sospensione voli- 

Gabon/ Contenimento-Divieto

Gambia/ Contenimento

Ghana/ Divieto

Gibuti/ Divieto

Guinea Bissau/ Contenimento

Guinea (Conakry)/ Quarantena

Guinea Equatoriale/ Divieto

Kenya/ Divieto

Liberia/ Isolamento (14 giorni)

Madagascar/ Divieto-respingimento

Malawi/ Lockdown – Isolamento (14 giorni)

Marocco/ Sospensione collegamenti con estero – Contenimento-Isolamento

Mauritius/Divieto

Mozambico/ Quarantena-blocco visti

Niger/ Quarantena

Nigeria/Chiusura voli – Contenimento-Quarantena

Rwanda/ Controlli-Monitoraggio (con spese a carico)

R.D. Congo/Contenimento-Quarantena

Senegal/Contenimento-Quarantena

Seychelles/ Divieto

Sierra Leone/ Quarantena

Somalia/ Sospensione voli

Sudafrica/ Divieto

Sudan/ Coprifuoco – sospensione Visti- chiusura frontiere

Sud Sudan/ Chiusura frontiere internazionali – Divieto – Contenimento-Quarantena

Tanzania/ Contenimento-Quarantena

Tunisia/ Divieto

Uganda/ Sospensione voli – Quarantena

Zambia/ Sospensione voli – Contenimento-Quarantena

Zimbabwe/ Contenimento



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