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Addio a Raffaele Masto, straordinario narratore dell’Africa

AFRICA – Raffaele Masto, giornalista della Rivista Africa e di Radio Popolare, ci ha lasciati. Se l’è portato via per sempre questo dannato virus. Raffaele è stato tra i più acuti osservatori e lucidi narratori del continente africano. Per oltre trent’anni ha seguito da vicino guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni, svolte democratiche… i maggiori eventi della storia contemporanea.

Nei suoi numerosi libri e reportage, nelle sue appassionate conferenze, nel suo seguitissimo blog Buongiornoafrica.it, ha raccontato i tormenti e le speranze dell’Africa. Ha denunciato i soprusi del potere, le ingiustizie del sistema economico, gli interessi occulti delle multinazionali, la complicità della classe politica occidentale nei confronti dei più spietati dittatori. Con le sue puntuali corrispondenze dai teatri dei conflitti dimenticati, ha contribuito a squarciare il silenzio dei grandi media – spesso distratti, opportunisti, accecati dagli stereotipi. Lo ha fatto con il suo stile: coniugando ragione e cuore, intelligenza e bontà d’animo, professionalità e passione civile.

Non è mai stato un fautore del giornalismo anglosassone: freddo, asettico, imparziale (o presento tale). Era un cronista militante, ma onesto e scrupoloso: prendeva posizione apertamente, e lo scriveva. Senza mai restare prigioniero di ideologie o di pregiudizi. Senza mai perdere di vista il senso del nostro mestiere, che è anzitutto quello di raccontare fatti e aiutare a comprenderli, ma è anche quello di tentare di abbattere i muri mentali e dilatare gli orizzonti della nostra società. Che si trattasse di occuparsi di una guerra o di una rivolta popolare, o semplicemente di una nazione in pieno fermento, Raffaele stava sempre dalla parte degli oppressi, degli emarginati, delle popolazioni sfruttate in cerca di riscatto. Raccontava sopraffazioni e angherie subìte dai più deboli. Ma non rinunciava a svelare la straordinaria umanità delle bidonville, l’inaspettata vitalità e creatività celate nei luoghi più miserabili, l’insopprimibile voglia di liberazione dei diseredati.

Le sue idee, le sue parole, erano frutto dell’esperienza diretta sul campo, di viaggi spesso avventurosi nei luoghi più disparati dell’Africa: dove si recava appena poteva per raccogliere notizie, informazioni, dati, testimonianze… quell’enorme bagaglio di conoscenze, inaccessibile ai giornalisti rinchiusi nelle redazioni, che rendeva i suoi racconti profondi e illuminanti. Aveva una sensibilità speciale. Metteva sempre al centro delle notizie le vicende umane, i destini delle persone incontrate nel suo infaticabile peregrinare. Soprattutto aveva un immenso amore per il suo lavoro… e per la vita che gli è sfuggita troppo presto e all’improvviso, facendo piombare noi tutti in un’angoscia insopportabile.

 In questo momento di terribile solitudine e di lontananza, a cui siamo tutti costretti, ci stringiamo nel dolore attorno alla moglie Gisele, agli amici, ai colleghi di Radio Popolare, ai tantissimi lettori che hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo. Noi della Rivista Africa lo ricorderemo, in questi giorni pubblicando suoi articoli e riflessioni. E mai dimenticheremo gli straordinari insegnamenti che ci ha lasciato. [Africa Rivista]



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