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    Un nuovo anno, una nuova Africa

    Gli Ape/Epa, i Millenium Development Goals (Mdg), Expo: questo 2015 appena iniziato sembra destinato a segnare un punto di svolta per l’Africa, soprattutto per le sue relazioni con il resto del mondo. Gli Accordi di partenariato economico (Ape, secondo l’acronimo italiano o francese, Epa secondo quello inglese) segnano, nel bene o nel male, una svolta nelle relazioni con l’Europa e, almeno sul fronte commerciale, vanno a indicare, seppur gradualmente e nell’arco dei prossimi vent’anni, un nuovo tipo di rapporto ‘tra pari’ fra i continenti a nord e sud del Mediterraneo.

    Anche l’analisi dei risultati ottenuti rispetto agli Mdg decisi dalle Nazioni Unite 15 anni fa lasceranno l’immagine di un continente diverso. C’è sicuramente ancora molta strada da fare, ma appare abbastanza certo che varie fette del continente hanno fatto registrare progressi significativi nella riduzione della povertà, nella sfera sanitaria ed educativa.

    Anche Expo 2015 che si terrà a Milano a partire da maggio rappresenta un punto di svolta. Non si era mai registrata, infatti, una così grande partecipazione di paesi africani alla più grande esposizione del pianeta. Dai padiglioni autonomi, come quello dell’Angola, a quelli inseriti nei cluster tematici (il grosso si troverà in riso, cacao e caffè) quasi due terzi dei paesi d’Africa saranno rappresentati a Milano per la seconda metà dell’anno. Il 2015 sarà un anno importante per cominciare a intravedere quello che noi definiamo il Continente del Futuro. Tempo una generazione da oggi e l’immagine dell’Africa che abbiamo sarà cambiata.

     



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