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Burkina Faso: produzione record di cotone, la metà è geneticamente modificata

BURKINA FASO – Primo paese africano ad aver autorizzato sperimentazioni sul cotone transgenico nel 2003, il Burkina Faso vanta per la stagione 2012-2013 una produzione record di 630.000 tonnellate, la più importante del continente africano.

Secondo il direttore generale della Société cotonnière du Gourma (Socoma), Ali Compaoré, la performance è stata resa possibile grazie all’importante lavoro realizzato dai produttori e a condizioni socio-economiche favorevoli. Nel 2011-2012 la raccolta era stata di 417.000 tonnellate circa.

Il fatturato netto della produzione ammonta a 160 miliardi di franchi Cfa (circa 244 milioni di euro) di cui 100 miliardi sono stati riversati ai produttori.

Secondo il direttore della Società burkinabè delle fibre e dei tessili (SOfitex), Jean-Paul Swadogo, la metà della produzione è geneticamente modificata.

La varietà ogm contiene una proteina pesticida che allontana gli insetti predatori ed è pertanto più resistente. Il cotone geneticamente modificato, prodotto dalla multinazionale Monsanto, è utilizzato su vasta scala dal 2007-2008 e il governo intende svilupparlo ulteriormente, nonostante le polemiche.

La coltivazione di cotone “Bt” è al centro di dibattiti tra i produttori e tra i ricercatori: se per alcuni costituisce un’avanzata importante per la filiale e per il paese, per altri costituisce una minaccia per il cotone biologico e per i contadini locali, che lega il paese alla sorte delle multinazionali e che ha reso il cotone burkinabè di qualità inferiore rispetto al passato. Incerte sono anche le ricadute per la salute delle persone. [CC]



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