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Burkina Faso: civili e militari tentano la strada della transizione consensuale

Uno schema di transizione consensuale nato da consultazioni tra le forze armate – autoproclamatesi alla guida del paese ad interim – e l’opposizione politica, la società civile i capi religiosi, i leader comunitari: potrebbe essere questa la soluzione temporanea per traghettare il Burkina Faso verso nuove elezioni legittime dopo le dimissioni forzate del  presidente Blaise Compaoré.

Al termine di un lunedì sancito da riunioni e trattative tra il nuovo uomo forte del paese, il colonnello Yacouba Isaac Zida, il corpo diplomatico ed esponenti dell’opposizione, lo ha annunciato in conferenza stampa Zephirin Diabré, uno dei leader della protesta che ha portato alla caduta del regime Compaoré.

Ieri in giornata era anche arrivata la ferma condanna dell’Unione Africana per la presa di potere da parte dei militari, con la minaccia di sanzioni se l’amministrazione del paese non tornerà ai civili entro due settimane.

Secondo alcune fonti sul posto, lo schema in arrivo potrebbe comprendere un presidente esponente della società civile, ma anche un ruolo  di primo piano riservato all’esercito per le questioni di sicurezza nazionale.

Intanto, la calma e la normalità sembrano tornare a Ouagadougou, dove negozi e uffici hanno ripreso i ritmi quotidiani. Solo le distruzioni e i saccheggi che hanno accompagnato la protesta popolare –  il Parlamento, alcuni alcuni edifici pubblici e alcune abitazioni di personalità legate all’ex regime  – stanno ancora a testimoniare della forza della rivolta.



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