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Cooperazione condivisa, innovazione tecnologica e Africa: le aziende non possono perdersi Exco2019

Un progetto “unico e innovativo in grado di aiutare in maniera concreta a sviluppare una cooperazione sostenibile e condivisa” e una grande insistenza sul contributo della tecnologia, così il direttore generale di Fiera Roma, Pietro Piccinetti, descrive Exco2019, la grande fiera sulla cooperazione in programma dal 15 al 17 maggio a Roma. Alle aziende italiane operanti nei settori dell’energia, delle infrastrutture e dell’agroalimentare, Piccinetti lancia quindi in questa conversazione con ‘Africa e Affari’ un sentito invito a visitare l’evento.

Ingegner Piccinetti, lei alle Nazioni Unite ha presentato Exco2019 ai partecipanti della XIX Infopoverty World Conference, come è andata?

È stata un’occasione ideale per condividere e raccontare il nostro progetto a esperti del settore, rappresentanti Onu, grandi compagnie di Ict ed esponenti del mondo accademico. L’appuntamento è stato una full immersion sul ruolo fondamentale della tecnologia come sfida per combattere ed eliminare la povertà promuovendo lo sviluppo rurale e un modello di economia circolare che deve generare opportunità di lavoro e sviluppo. Un orizzonte del tutto in linea con gli obiettivi fondanti di Exco2019: contribuire a creare posti di lavoro nei Paesi in via di sviluppo, in accordo con i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e l’Agenda 2030. Un nuovo modo, quello che la nostra manifestazione rappresenta a livello fieristico, di interpretare la cooperazione come valido strumento di creazione di opportunità. Una sfida importante anche per Roma, che ha l’occasione di affermarsi per quello che dovrebbe essere, la capitale del Mediterraneo.

Può approfondire il riferimento alla tecnologia?

Ritengo che il ruolo che la tecnologia può giocare nella sfida per combattere la povertà e creare modelli di economia circolare sia centrale. Oggi non è neanche pensabile immaginare un qualsivoglia tipo di sviluppo senza prendere in esame gli aspetti e le novità tecnologiche esistenti o su cui si sta lavorando. Credo che questo discorso abbia un valore ancora più importante se si guarda allo sviluppo del continente africano. L’Africa, al centro dell’edizione di Exco2019, ha un potenziale enorme per l’applicazione e lo sfruttamento delle nuove tecnologie, perché non presenta tutte le problematiche legate alle fasi di sviluppo (industriale, agricolo, ecc…) legate alla non-tecnologia e non ha quindi necessità di adattare vecchi sistemi ai nuovi. Un po’ quello che è accaduto nel campo della telefonia. Ecco, qualcosa di simile accadrà in Africa nei settori dell’acqua, dell’energia e dell’agroalimentare. 

Si riferisce a quello che la Fao definisce il Water, Energy, Food Nexus?

Esattamente. La tecnologia consente di creare un collegato unico che gira intorno a energia, cibo, agricoltura, acqua. Per questo uno degli obiettivi principali che come Exco ci siamo posti è quello di parlare al mondo delle imprese, di mandare loro dei messaggi. Se vogliamo far sviluppare l’Africa dobbiamo portare le nostre aziende a fare investimenti in Africa insieme a soggetti sani. Credo che sempre di più sia fondamentale parlare di una cooperazione condivisa. Vogliamo che Exco2019 sia un protagonista nello spostare il paradigma della cooperazione da un concetto di charity a uno di cooperazione condivisa. E le aziende in questo rappresentano un elemento fondamentale, perché investendo in quei Paesi saranno in grado di creare posti di lavoro e fornire servizi. Ma per farlo un’azienda deve trovare un partner locale, che può essere un governo, un’istituzione, un’agenzia o un altro partner privato. Questo intendo per cooperazione condivisa…

Il concetto di condiviso possiamo estenderlo anche ai settori, oltre che ai soggetti? L’impressione è che per troppo tempo si è parlato di cooperazione a camere stagne, Ritiene che Exco2019, riunendo nello stesso posto soggetti diversi come le aziende,le istituzioni, le ong, possa contribuire a cambiare il gioco?

La nostra idea di partenza era proprio questa. Vede alla fine cosa sono le fiere? Le fiere sono un grande incontro di networking, una piazza in cui si incontrano domanda e offerta, vogliamo che Exco sia così. L’offerta sono i Paesi africani e la domanda sono le aziende italiane ed europee. È un nuovo modo di pensare la cooperazione, Exco può diventare davvero la pietra miliare di questo sviluppo della cooperazione. Quest’anno si terrà l’edizione ‘zero’ di questa fiera, perché una fiera la maturità la raggiunge nell’arco di tre anni.

Perché un’azienda interessata all’Africa dovrebbe venire a Exco2019?

Saremmo felicissimi di avere 1000 aziende come espositori, ovviamente, ma sappiamo che in una prima edizione questo difficilmente potrà avvenire, tuttavia invito le aziende a iscriversi e a venire a vedere con i propri occhi quello che vuole essere Exco. C’è un ricco programma di incontri e conferenze, ma venire a Exco vuol dire vedere con i propri occhi quello che sarà il futuro dell’umanità. Perché il prossimo futuro è l’Africa. Vogliamo fare una cooperazione condivisa e per farlo abbiamo bisogno che anche le aziende si affaccino su un territorio che non sono abituate a frequentare. Con un programma ricco di eventi e protagonisti, Exco si pone l’obiettivo di essere un appuntamento dal respiro mondiale. Abbiamo trovato e coinvolto personaggi di spicco di tutto il mondo a seconda dei temi. Parliamo di energie rinnovabili ed economia circolare, di Pmi, di finanza sostenibile. Ci saranno presentazioni sulle opportunità esistenti nella cooperazione dei singoli Paesi africani realizzate dai vertici di quegli stessi Paesi e che non dureranno più di 60 minuti. Ci saranno momenti formativi su come diventare fornitori delle principali agenzie delle Nazioni Unite attive nella cooperazione. Insomma ci saranno molti momenti per far capire alle aziende che sono soggetti di primo piano nella nuova cooperazione.

Per approfondire visita www.exco2019.com.

L’intervista a Piero Piccinetti sarà pubblicata sul prossimo numero di ‘Africa e Affari’: abbonati alla rivista.



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