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Il Niger rientra nell’Iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive-ITIE

Il Niger tornerà a far parte dell’Iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (ITIE), da cui si era ritirato nel novembre 2017 dopo essere stato sanzionato dall’organismo che punta a garantire la trasparenza nel settore estrattivo.

Lo ha annunciato il primo ministro Brigi Rafini, nel corso di una conferenza a Niamey sulla gestione del settore estrattivo, alla quale sono presenti rappresentanti dell’Itie e della Banca Mondiale.

“Grazie ad un dialogo costruttivo e sincero tra i più alti esponenti dell’Itie e il nostro governo, il malinteso è stato risolto e entrambe le parti si sono impegnate ad adoperarsi per un nuovo inizio” ha spiegato il primo ministro. L’ITIE aveva sospeso il Niger per “progressi insufficienti” in particolare in merito di divulgazione dei contratti e di non rispetto di pubblicazione di dati  sui versamenti dei dividenti a favore delle zone minerarie. A Niamey è stato anche rimproverato una restrizione di spazio per la società civile interessata al settore minerario. Il governo nigerino aveva definito la sanzione ingiusta e si era ritirato in segno di protesta.

Il Niger è noto per essere il primo produttore mondiale d’uranio, ma è anche produttore di petrolio, di oro e di carbone.

Il processo di integrazione all’Itie era iniziato nel 2005 e nel 2011, il Niger era entrato nella cerchia dei Paesi che aderiscono al meccanismo internazionale per la trasparenza nel settore estrattivo. “Sin da allora il Niger ha sempre pubblicato rapporti in cui si trova l’integralità dei proventi dell’industria mineraria” ha assicurato Rafini.

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Niger, se ne parla tanto. Noi non lo conoscevamo e ci siamo andati per provare a capirlo



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