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Rapporto sulle economie del Nord Africa, tra “primavere arabe” e “inclusività”

NORD AFRICA – Crescita inclusiva, necessità di eliminare le barriere all’impiego per garantire maggiore occupazione e distanza tra settore formale e informale dell’economia: sono questi i temi su cui si concentra maggiormente il rapporto annuale sui Paesi dell’Africa del Nord diffuso questa settimana dalla Banca africana di sviluppo (AfDB).

Il rapporto, intitolato significativamente ‘Alla ricerca dell’inclusività (qui il testo integrale di 270 pagine in inglese), viene considerato di estrema importanza da parte dell’organizzazione finanziaria pan-africana poiché i cinque Paesi della regione (Algeria, Egitto, Libia, Marocco e Tunisia) sono quelli in cui si concentra la proporzione maggiore degli investimenti concessi dalla Banca rispetto alle altre regioni del continente, per un valore complessivo alla fine dello scorso anno pari a 21,6 miliardi di euro.

Inoltre, l’AfDB sottolinea l’importanza del rapporto di quest’anno per valutare come i cinque Paesi stiano reagendo alle crisi politiche successive al periodo di insurrezioni cosiddetto delle ‘primavere arabe’ nel 2011.

In particolare, l’AfDB afferma di aver incluso nei suoi calcoli economici un nuovo indicatore per misurare il grado di inclusività della crescita. Da tale nuovo indicatore risulta come nel periodo precedente alle ‘primavere arabe’ le prestazioni economiche dei Paesi dell’Africa del Nord fossero inferiori alla media degli altri Paesi del continente.

Il rapporto prosegue che, nonostante dei miglioramenti nelle prestazioni delle economie dei Paesi dell’Africa del Nord sia in termini reali sia in comparazione con le altre nazioni cosiddette sviluppate, le diseguaglianze tra gruppi sociali siano in aumento, in particolare per quel che riguarda il mercato del lavoro e le variazioni regionali.

In ogni caso il quadro varia notevolmente osservando le singole prestazioni di ogni Paese. Tali differenze si riflettono nella qualità dei servizi pubblici offerti alla popolazione e nelle misure garantite dallo stato sociale.

La conclusione del rapporto evidenzia come questo sia un “periodo storico” per i Paesi dell’Africa del Nord per riuscire a garantire una maggiore e più inclusività della popolazione nella crescita economica.



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