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Continuità e nuovi stimoli spingono i rapporti tra Italia e mondo arabo

Pubblichiamo di seguito un estratto dell’intervista realizzata da ‘Africa e Affari’ a Cesare Trevisani, presidente della Joint Italian Arab Chamber of Commerce (JIACC), che giovedì 17 ottobre organizza a Roma il secondo Business Forum Italo Arabo, con l’obiettivo di dare continuità ai rapporti tra l’Italia e il mondo arabo.

Presidente Trevisani, lei insiste molto sul concetto di continuità. Perché?
Il Forum è innanzitutto un segnale, una iniziativa che conferma la costante attenzione verso il mondo arabo. Dimostra che non c’è un calo di interesse, anche al di là dei cambiamenti politici. Il mondo arabo si aspetta che l’Italia continui ad essere un referente importante ed è questo il messaggio che si vuole portare, ovvero che le nostre relazioni si trasformano ed evolvono non tanto in funzione dei mutamenti politici quanto in funzione della crescita delle attività commerciali, degli investimenti, delle relazioni industriali e dei rapporti tra le imprese.

Proviamo ad andare sul campo dei temi che saranno sviluppati nel corso del forum.
Saranno tre i settori a cui ci dedicheremo in questa edizione. Innanzitutto, introduciamo due temi nuovi rispetto allo scorso anno: agroindustria e innovazioni tecnologiche. Sull’agroindustria e sull’alimentazione l’Italia ha competenze da prima della classe e dispone di vere e proprie eccellenze. L’esperienza italiana può trovare ampi spazi, seppure in maniera diversa, sia in Nord Africa che nei Paesi del Golfo, alcuni dei quali, peraltro, mostrano un significativo interesse per l’agricoltura e stanno conducendo investimenti in altre zone del mondo. Un discorso simile si può fare sulle innovazioni tecnologiche: penso per esempio all’Arabia Saudita, al Bahrain o anche agli Emirati Arabi Uniti, che stanno investendo tantissimo mostrando una particolare attenzione per le start-up innovative e le innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo.

Il terzo tema invece?
È più classico ma sempre di attualità: infrastrutture e logistica. Anche in questo caso l’Italia esprime delle eccellenze e ha un sistema portuale che ne fa uno dei Paesi maggiormente collegati con il Nord Africa e il Golfo sia nel trasporto delle persone che nel trasporto Ro-Ro (roll-on/roll-off, riferito alle navi traghetto che imbarcano merci su veicoli gommati). Quest’ultimo, per volumi, è ormai quasi pari al trasporto con i container e può contare su operatori all’avanguardia.

L’intervista completa è disponibile sul numero di ottobre di ‘Africa e Affari, disponibile online a questo link. Per maggiori informazioni, invece, sul secondo Business Forum Italo Arabo è possibile consultare il sito internet forum.jiac.it.



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