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Dieci buone ragioni per investire sul Burkina Faso

Un decalogo per investitori italiani è stato presentato sabato al Blue Sea Land di Mazara del Vallo, l’expo dei cluster del Mediterraneo, dell’Africa e del Medioriente, nel corso di una conferenza dedicata alle opportunità per gli imprenditori che intendono lavorare nel Paese africano.

A illustrare le “dieci possibilità” è stato il direttore generale del Dipartimento alimentazione e pesca del Burkina Faso Henri Zerbo.

“Per prima cosa – ha elencato Zerbo – la stabilità politica, una Costituzione rispettata ed il fatto che abbiamo un governo eletto democraticamente, seconda ragione il contesto macroeconomico stabile, poi la scelta di una economia liberale aperta al mondo. Quarta ragione un contesto legislativo pieno di riforme innovative. Quinto punto il fatto che il Paese è in un’area di stabilità monetaria. Sesto motivo il fatto che il Burkina può contare su una popolazione giovane, dinamica e intraprendente. Settimo la strategica posizione geografica al centro dell’Africa occidentale. Ottavo un diritto sugli affari internazionali estremamente interessante. Infine due punti riguardano le grandi potenzialità economiche rappresentate da un Paese in crescita e la presenza di risorse insufficientemente sfruttate”.

Il Burkina Faso, Paese con più di 20 milioni di abitanti privo di sbocchi sul mare, è tra i principali esportatori di bestiame dell’Africa.

Un Paese in forte crescita che però deve fare i conti con dei pesanti gap infrastrutturali. In primis sull’energia. Ad oggi viene garantito soltanto il 17% del fabbisogno nazionale.

Ecco perché il governo di Ouagadougou ha annunciato importanti investimenti sul campo energetico. Nello specifico si vuole puntare sul fotovoltaico. Per le imprese italiane potrebbe rivelarsi uno straordinario business. Ma il futuro del Burkina non si esaurisce con i piani energetici.

Esiste un forte interesse a sviluppare il comparto industriale in questo momento troppo debole.

“Il settore – ha spiegato a Mazara del Vallo Henri Zerbo – è ancora a livello embrionale, non abbiamo grandi fabbriche tessili ed è molto difficile lavorare le fibre”.

Quasi un ossimoro per un Paese che si contende con il Mali il primato mondiale nella produzione di cotone. Il tessile quindi rappresenta un tassello importante nel mosaico degli investimenti futuri.

Gli sforzi del governo guidato dal presidente Roch Marc Christian Kaboré sono concentrati pure sull’edilizia, nel potenziamento delle telecomunicazioni (tre le compagnie telefoniche mentre lo sviluppo di internet in molte aree è completamente assente) e nella realizzazione delle infrastrutture.

“Stiamo costruendo un grande aeroporto, intendiamo favorire il settore immobiliare, vogliamo puntare sul turismo, sull’artigianato e sulla cultura” ha aggiunto Zerbo.

Nel frattempo il governo centrale ha avviato 83 grandi progetti e che riguardano molteplici settori: l’agricoltura, la sanità, le infrastrutture, l’energia, il commercio, l’ambiente, lo sfruttamento delle risorse (soprattutto quelle idriche) e l’economia digitale. 

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Per approfondire:

È stata necessaria una rivoluzione, seppur pacifica, per cambiare il corso politico del Burkina Faso, un evento che ha saputo rimettere le carte in tavola e alimentare la voglia di affrontare vecchi e nuovi problemi, in primis quello legato alla sicurezza.



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