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A Blue Sea Land, riconosciuto ruolo e valore cooperazione tra Italia e Tunisia

Soddisfazione sia a Roma che a Tunisi per i risultati raggiunti dal programma di cooperazione Italia- Tunisia 2014- 2020 è emersa ieri pomeriggio nel corso di una conferenza organizzata a Mazara del Vallo in occasione dell’edizione 2018 di Blue Sea Land, l’expo dei cluster del Mediterraneo, Africa e Medioriente.

Per Moez Sinaoui, ambasciatore tunisino in Italia si tratta di una “cooperazione concreta in cui si parla di progetti e di sviluppo: è un programma che riguarda soprattutto le città, che prevede concreti, tangibili interventi che possano migliorare la vita quotidiana”.

Il dato più interessante emerso nel corso della conferenza riguarda soprattutto il coinvolgimento delle imprese tunisine. Nella bilancia del programma un peso consistente, pari al 40%, è rappresentato da soggetti provenienti dal Paese magrebino.

Ampio lo spettro di territori italiani, nello specifico siciliani, coinvolti dal programma. Otto le province dell’Isola interessate: Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Catania, Enna e Palermo. Quindici invece i governatorati tunisini.

L’investimento finanziario totale che sostiene la misura ammonta a poco più di 37 milioni di euro, di questi circa 33 arrivano da Bruxelles e la restante parte risultato di co-finanziamenti locali.

Tre gli obiettivi: sviluppo delle piccole imprese, sostegno per l’educazione e lotta ai cambiamenti climatici.

Nel corso della conferenza Flavio Lovisolo, a capo della sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo (AICS) a Tunisi, ha sottolineato i tanti risultati raggiunti e illustrando l’attività dell’ufficio nel Paese Nordafricano, annunciando una nuova linea di credito della cooperazione finanziata da ben 50 milioni di euro: 30 dei quali riconducibili a fondi della cooperazione e 20 invece di Cassa Depositi e Prestiti.

“La cooperazione si sta impegnando – ha spiegato Lovisolo – a sostenere le municipalità con la creazione fisica di municipi, la realizzazione di un partenariato tra i comuni italiani e quelli tunisini. L’obiettivo è quello di fare in modo che i comuni italiani possono affiancare i giovani comuni tunisini che hanno bisogno di acquisire le esperienze che mancano”.

BLue Sea Land prosegue fino a domenica 7 ottobre con un ricco programma di iniziative, il cui programma è disponibile sul sito www.blueseand.ue.

Le relazioni economiche e commerciali, nonché le opportunità esistenti tra Italia e Tunisia, e in generale con i paesi arabi nel Nord Africa e del Medio Oriente saranno inoltre al centro della seconda edizione dell’Italian Arab Business Forum, che si terrà a Roma il 17 ottobre prossimo. Organizzato dalla Joint Italian Arab Chamber of Commerce (JIACC) in collaborazione con Confindustria, l’evento si propone di costruire ponti e relazioni commerciali più forti tra l’Italia e il mondo arabo e si svilupperà attorno a tre ambiti principali: innovazione e digitalizzazione, logistica e infrastrutture, settore agricolo e industria della trasformazione agro-alimentare. Per maggiori informazioni sull’evento e sulle modalità di partecipazione allo stesso è possibile visitare il sito internet forum.jiac.it.

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Per approfondire:

A cinque anni dalla rivoluzione, l’economia della Tunisia è ancora fragile. La crescita c’è ma non sembra sufficientemente forte per riuscire a intaccare fenomeni quali la disoccupazione, la povertà e l’ineguaglianza. Tuttavia molti segnali di speranza arrivano soprattutto dalla politica tunisina che appare realmente determinata ad affrontare in maniera congiunta le sfide che attendono il Paese.



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