Tunisia: Ue partner economico strategico

di: Enrico Casale | 14 Luglio 2026

L’Unione europea si conferma il partner economico vitale per la Tunisia, avendo assorbito il 70,4% del totale delle esportazioni del Paese nordafricano nel corso del primo semestre del 2026. Secondo i dati sul commercio estero pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (Ins), le vendite tunisine verso i mercati comunitari hanno raggiunto la cifra di 24.375,1 milioni di dinari (7,22 miliardi di euro) segnando una netta crescita rispetto ai 22.348,9 milioni di dinari (6,62 miliardi di euro) registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Questa progressione eccezionale evidenzia il ruolo strategico del mercato europeo per il tessuto imprenditoriale locale, in particolare per i comparti industriale, meccanico, elettrico e agroalimentare. All’interno del blocco comunitario sono soprattutto la Francia e l’Italia a trainare la crescita delle esportazioni, con incrementi rispettivi dell’8,6% e del 5,5% nei primi sei mesi dell’anno, mentre al contrario si registrano lievi flessioni verso la Germania, in calo dello 0,5%, e una contrazione più marcata del 27,4% verso la Grecia.

Al di fuori del vecchio continente, la Tunisia mostra dinamiche commerciali a due velocità. Da un lato, si assiste a un balzo straordinario verso l’Egitto, con un incremento del 104,8%, e verso l’Arabia Saudita, in crescita del 52,4%. Dall’altro, si rileva una battuta d’arresto nei mercati dell’area maghrebina, dove le esportazioni verso il Marocco cedono il 26,2%, quelle verso l’Algeria il 18,7% e quelle destinate alla Libia il 3,9%.

Sul fronte degli approvvigionamenti, l’Ue mantiene una posizione dominante coprendo il 44,9% delle importazioni tunisine per un valore di 21.196 milioni di dinari, circa 6,28 miliardi di euro, contro i 18.354 milioni di dinari dello scorso anno. Anche in questo caso gli acquisti da Parigi e Roma crescono a doppia cifra, rispettivamente del 18,5% e del 13,7%. Tra i fornitori extra-europei avanzano con forza l’India, con un aumento del 22,9%, la Turchia a più 9,5% e la Cina a più 4,5%, mentre crollano del 44,8% le merci in arrivo dalla Russia e del 12,4% quelle dal Regno Unito.

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