di: Celine Camoin | 13 Ottobre 2026
La produzione dell’acquacoltura in Senegal ha registrato una crescita del 45% tra il 2024 e il 2025, un incremento guidato dall’introduzione di una linea di credito dedicata agli operatori del settore e dal rafforzamento della formazione tecnica. Come riferito dall’Agence de presse sénégalaise, la notizia è stata resa nota a Dakar dal direttore generale dell’Ana (Agence nationale de l’aquaculture), Samba Ka, durante l’apertura del Forum atlantico dell’acquacoltura, evento di due giorni promosso dall’Air centre (Atlantic international research centre), un’organizzazione con sede in Portogallo.
La crescita delle attività nel Paese africano punta a rendere la filiera sempre più competitiva attraverso partnership mirate e un più facile accesso a fattori produttivi essenziali come mangimi e avannotti. Contestualmente, le autorità locali lavorano alla definizione di un quadro normativo specifico per il comparto. Secondo i dati forniti dal ministero delegato incaricato dell’Allevamento, il settore dell’acquacoltura ha raggiunto nel 2024 un volume complessivo di 2.074 tonnellate provenienti da 342 impianti, generando 3.045 posti di lavoro diretti e confermando il proprio ruolo strategico nelle politiche di sovranità alimentare e di occupazione.
La spinta verso l’innovazione e gli investimenti si inserisce in un contesto globale in cui il continente africano rappresenta ancora solo il 3% della produzione mondiale del settore. Come sottolineato da Ka, lo sviluppo di queste attività risponde alla progressiva contrazione delle risorse ittiche e alla necessità di garantire un approvvigionamento costante di proteine alle popolazioni locali. A questo proposito, il direttore esecutivo dell’Air centre, Miguel Miranda, ha ricordato la rilevanza della cooperazione tra i Paesi affacciati sull’Oceano Atlantico per favorire lo scambio scientifico, il trasferimento di tecnologie e l’adozione di soluzioni condivise.
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