di: Valentina Milani | 15 Ottobre 2026
La capitale della Namibia, Windhoek, punta a rafforzare entro il 2030 la propria capacità di prevenire e affrontare le catastrofi naturali, in un contesto di rapida urbanizzazione che aumenta i rischi legati ad alluvioni, fenomeni meteorologici estremi e incendi nelle abitazioni. Lo ha dichiarato ieri il sindaco Sakarias Uunona, in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio di catastrofi.
Secondo il sindaco, ripreso dai media locali, circa un terzo della popolazione vive in insediamenti informali, spesso situati in aree vulnerabili. Il censimento del 2023 registrava 486.186 abitanti, con una crescita annua del 3,3%, mentre la popolazione avrebbe ormai superato le 500.000 persone.
Per affrontare queste sfide, l’amministrazione municipale ha adottato a giugno una strategia per la riduzione del rischio di catastrofi per il periodo 2026-2030, che prevede interventi sulla pianificazione urbana, il rafforzamento dei sistemi di allerta precoce e la creazione di un fondo dedicato alla gestione delle emergenze.
Durante l’evento, la coordinatrice residente delle Nazioni Unite in Namibia, Hopolang Phororo, ha inoltre avvertito che il fenomeno climatico El Niño potrebbe provocare precipitazioni inferiori alla media e temperature più elevate durante la stagione delle piogge 2026-2027, con possibili conseguenze sull’agricoltura, sulle risorse idriche e sulla sicurezza alimentare. Phororo ha ricordato che nell’ultimo anno le Nazioni Unite hanno contribuito a mobilitare oltre 28 milioni di dollari per interventi climatici e ambientali, fornendo inoltre assistenza contro la siccità a più di 167.000 persone.
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