Ghana: miniere, verso una riforma della legge mineraria

di: Andrea Spinelli Barrile | 17 Luglio 2026

Il governo del Ghana ha approvato alcuni emendamenti alla legge mineraria da sottoporre al Parlamento, nell’ambito degli sforzi governativi per aumentare la supervisione del settore e contrastare l’estrazione mineraria illegale. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Miniere Emmanuel Armah-Kofi Buah, ripreso dai media locali.

Il Ghana, il principale produttore d’oro in Africa, ha avviato una serie di riforme volte ad aumentare le entrate statali e a incrementare la partecipazione locale allo sfruttamento delle sue risorse minerarie: quest’anno ha introdotto un regime di royalty sull’oro a scala mobile, legato ai prezzi, e ha segnalato l’intenzione di eliminare gradualmente gli accordi di stabilità fiscale, una mossa che potrebbe interessare importanti società minerarie tra cui Newmont, Gold Fields, AngloGold Ashanti, Zijin e Perseus.

Tuttavia, la legge ghanese sui minerali e le attività minerarie del 2006 è in vigore da quasi due decenni e necessita di una revisione per fornire un quadro giuridico aggiornato, coerente e lungimirante per il settore. “Questa politica mira a promuovere l’indigenizzazione dell’attività mineraria rafforzando il contenuto locale attraverso la valorizzazione dei minerali a livello nazionale, migliorando i legami con l’industria manifatturiera e affrontando con decisione la minaccia dell’estrazione mineraria illegale e la tutela del nostro ambiente” ha detto Buah ieri, spiegando che gli emendamenti proposti prevedono anche la creazione di comitati minerari distrettuali, conferendo alle comunità locali un ruolo precoce nel processo di rilascio delle licenze.

Le licenze di ricognizione e prospezione saranno sostituite da un’unica licenza di esplorazione della durata massima di cinque anni, con possibilità di proroga subordinata alla revisione di un programma di lavoro iniziale di due anni: “Se per cinque anni non sarete in grado di operare, ve la toglieremo” ha detto Buah, aggiungendo che il provvedimento si rivolge agli speculatori che detengono licenze senza investire nell’esplorazione.

I contratti di concessione mineraria rimarranno limitati a 20 anni ma le aziende saranno tenute a firmare accordi separati per lo sviluppo delle comunità, negoziati direttamente con le comunità ospitanti, anziché decisi unilateralmente dalla società mineraria.

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