Fmi, il Pil africano cresce del 4,6% nel 2026 ma pesa il caro cibo

di: Michele Vollaro | 15 Ottobre 2026

L’economia africana crescerà del 4,6% nel 2026 e del 4,5% nel 2027, al di sopra della media mondiale del 3,1%, nonostante la guerra in Medio Oriente. È quanto emerge da elaborazioni di Africa e Affari sui dati del World Economic Outlook pubblicato dal Fondo monetario internazionale, che non fornisce un dato aggregato per il continente. Il Nord Africa è atteso al 4,7% quest’anno. La crescita dei Paesi dell’Africa subsahariana è stimata al 4,5%, stabile rispetto al 2025 e in rialzo di 0,2 punti rispetto alle previsioni di aprile.

Il dato regionale, avverte il Fondo, “nasconde una sostanziale divergenza” tra i Paesi. Le economie importatrici di petrolio e con poche risorse naturali sono le più colpite dai rincari di energia e alimenti. Il continente resta inoltre “in gran parte assente” dal boom dell’intelligenza artificiale e deve fare i conti con il calo degli aiuti allo sviluppo.

Andando a osservare i dati relativi ai singoli Paesi, l’Egitto si afferma quale prima economia africana a parità di potere d’acquisto e crescerà del 5,1% nell’anno fiscale in corso, la Nigeria del 4,2% e il Sudafrica dell’1%. In testa tra i Paesi dell’Africa c’è l’Etiopia, con il 9,2%. L’inflazione media africana è invece prevista in calo dal 13,1% al 9,4%.

Il rischio principale nel continente africano, secondo l’Fmi, è rappresentato dal costo dei beni essenziali. I prezzi alimentari mondiali sono previsti in aumento del 5% nel 2026, e nei Paesi più vulnerabili i rincari potrebbero accrescere il rischio di “disordini sociali e instabilità politica”. Il Fondo prevede anche carenze di carburante nei Paesi emergenti senza scorte, battuti dalle economie più ricche nella corsa ai carichi disponibili.

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