di: Andrea Spinelli Barrile | 26 Giugno 2026
26Gli scambi commerciali tra i Paesi africani potrebbero raggiungere i 250 miliardi di dollari entro il 2026, rispetto ai 220 miliardi di dollari dell’anno scorso. Lo ha detto Wamkele Mene, segretario generale dell’Area di libero scambio continentale sfricana (Afcfta), intervenuto alla conferenza Invest Lagos 3.0 in Nigeria.
Secondo quanto dall’agenzia Apa, la crescita è dovuta all’attuazione su larga scala dell’accordo Afcfta in tutto il continente: attualmente, 50 Paesi africani ne stanno implementando le disposizioni e tutti i protocolli a sostegno del blocco commerciale sono stati completati. Mene ha detto che l’Africa deve accelerare lo sviluppo del commercio intracontinentale a fronte delle crescenti restrizioni nei mercati di esportazione tradizionali.
“Molti Paesi africani hanno perso quote di mercato nei principali mercati internazionali e si trovano ad affrontare barriere commerciali crescenti. Dobbiamo creare un mercato interno forte in Africa, perché il nostro sviluppo futuro dipende da questo continente”, ha affermato.
Il capo dell’Afcfta ha ricordato che la pandemia di Covid, il conflitto in Ucraina e le tensioni geopolitiche in Medio oriente hanno dimostrato la vulnerabilità dell’Africa alle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali e la sua dipendenza dalle importazioni: tra i principali ostacoli alla crescita degli scambi commerciali, ha citato l’elevato costo del finanziamento del commercio, le infrastrutture di trasporto sottosviluppate, i vincoli logistici e le barriere alla libera circolazione delle persone tra i paesi del continente.
Mene ha anche detto che l’economia digitale africana potrebbe raggiungere i 712 miliardi di dollari entro il 2035, sottolineando l’importanza di investire in infrastrutture digitali, data center e sistemi di pagamento ed elogiando anche il ruolo del Sistema panafricano di pagamenti e regolamenti (Papss), che consente transazioni transfrontaliere in valute nazionali senza l’utilizzo del dollaro statunitense.
© Riproduzione riservata





