di: Andrea Spinelli Barrile | 15 Aprile 2026
Sebbene l’81% degli abitanti delle città africane abbia accesso all’elettricità, solo l’1% di loro la utilizza per cucinare. L’uso di combustibili tradizionali a biomassa, come il carbone, espone chi cucina a livelli tossici di inquinanti, con gravi rischi per la salute e, contemporaneamente, l’inquinamento atmosferico domestico causa oltre 4 milioni di morti ogni anno a livello globale, più di malaria, tubercolosi e Hiv messi insieme. Cucinare con combustibili a biomassa ha varie conseguenze negative che si stratificano, come il costo annuale dell’inazione in materia di cottura pulita per la salute, la parità di genere, il clima e l’ambiente: 330 miliardi di dollari nella sola Africa subsahariana.
La necessità di un’azione urgente sulla cottura pulita è evidente.
Nella maggior parte delle città africane, il carbone viene ancora acquistato quotidianamente in minuscoli sacchetti di plastica, creando una domanda prevedibile e concentrata e un’economia fiorente. Gli imprenditori stanno iniziando a trasformare questa realtà in modelli di business scalabili: combinando reti di vendita basate sulla comunità, finanziamenti flessibili e una distribuzione capillare dell’ultimo miglio, le imprese che si occupano di cottura pulita stanno trasformando il fabbisogno energetico quotidiano in mercati commerciali redditizi. Per gli investitori che guardano alle economie urbane africane in rapida espansione, l’opportunità sta diventando sempre più difficile da ignorare.
Secondo un recente report di Iclei Africa Clean Cooking Centre, il settore della cottura pulita in Africa è stato a lungo considerato una sfida per lo sviluppo rurale mentre oggi alcune delle maggiori opportunità commerciali stanno emergendo negli insediamenti informali densamente popolati. L’urbanizzazione sta rimodellando l’economia dell’accesso all’energia in tutto il continente: si pensi all’area metropolitana di Kampala, in Uganda. Rappresenta solo il 10% della popolazione ugandese, eppure contribuisce per un terzo al Pil nazionale e ospita il 70% degli impianti manifatturieri del Paese, una concentrazione di attività economica che crea le condizioni ideali per una rapida espansione delle imprese energetiche.
Nelle aree urbane, la domanda è elevata, le reti di distribuzione sono più brevi e i costi di acquisizione dei clienti sono significativamente inferiori rispetto ai mercati rurali. Queste dinamiche creano un terreno fertile per le aziende del settore della cottura pulita, capaci di muoversi rapidamente e raggiungere le famiglie in modo efficiente.
Negli insediamenti informali, invece, i vicini vivono a stretto contatto, le strutture comunitarie sono solide e le piattaforme di pagamento mobile consentono pagamenti flessibili che si adattano alle abitudini di acquisto quotidiane tipiche delle comunità a basso reddito. Queste dinamiche, urbane e rurali, permettono alle imprese del settore della cottura pulita di sperimentare nuovi modelli: le imprese stanno combinando reti di vendita basate sulla comunità, finanziamenti flessibili per i consumatori e sistemi di distribuzione dell’ultimo miglio per raggiungere le famiglie che i canali di vendita al dettaglio tradizionali spesso non riescono a raggiungere. Anziché basarsi sulla vendita una tantum di prodotti, le aziende del settore della cottura pulita si stanno orientando verso modelli basati sui servizi, che consentono alle famiglie di adottare tecnologie di cottura pulita senza dover sostenere ingenti costi iniziali, un ostacolo cruciale per molti consumatori urbani.
Storicamente, le imprese che si occupano di sistemi di cottura puliti non hanno considerato gli insediamenti informali urbani come un mercato redditizio: tuttavia, progetti come l’Enabling african cities for transformative energy access Uganda scale-up (Enactus) stanno cambiando questa situazione. Grazie a sovvenzioni catalizzatrici e al supporto tecnico di Enactus, alcune Pmi ugandesi selezionate stanno adattando modelli innovativi alle esigenze di queste comunità. Con risultati promettenti, visto che le cinque Pmi partecipanti hanno superato gli obiettivi del progetto e finora hanno esteso le soluzioni di cottura pulita a oltre 60.000 persone in insediamenti urbani difficilmente raggiungibili. Il settore della cottura pulita è spesso percepito come difficile da espandere a causa della frammentazione dei mercati e degli elevati costi di distribuzione ma questi modelli di business urbani emergenti suggeriscono una traiettoria diversa.
Le città africane, in particolare gli insediamenti informali ad alta densità abitativa, offrono le condizioni ideali per la nascita di mercati scalabili di soluzioni per la cottura pulita: dove la densità di clienti è elevata, i costi di distribuzione sono bassi e i sistemi di pagamento digitali sono ampiamente diffusi, le imprese possono raggiungere i consumatori più rapidamente ed efficacemente. Queste condizioni, unite a finanziamenti flessibili e reti di vendita basate sulla comunità, riducono significativamente il rischio di mercato: la cottura pulita non è più solo un investimento a impatto sociale, ma un mercato di servizi urbani commercialmente redditizio con un forte potenziale di crescita. Con la continua espansione delle città africane, la domanda di soluzioni di cottura economiche, affidabili e pulite non potrà che aumentare. Per gli investitori alla ricerca di opportunità all’incrocio tra accesso all’energia, urbanizzazione e sviluppo sostenibile, il mercato della cottura pulita urbana sta rapidamente diventando uno dei settori più promettenti, e ancora in gran parte trascurati, del continente.
© Riproduzione riservata





