Sudafrica: più donne nella ricerca, ma restano divari

di: Valentina Milani | 28 Agosto 2026

Le donne rappresentano il 48% della forza lavoro nella ricerca in Sudafrica, rispetto al 45,1% del 2019/20, ma persistono forti disparità nelle posizioni accademiche più elevate e in diversi settori scientifici e tecnologici. Lo ha reso noto la Commissione parlamentare per la scienza, la tecnologia e l’innovazione, chiedendo interventi più coordinati per favorire l’ingresso, la permanenza e la crescita professionale delle donne.

Secondo la valutazione del Piano strategico 2020-2025 del dipartimento della Scienza, della tecnologia e dell’innovazione, la partecipazione femminile alla ricerca ha registrato progressi negli ultimi anni. Il Consiglio nazionale consultivo per l’innovazione rileva inoltre che le donne tra il personale accademico permanente delle università pubbliche sono passate dal 46% nel 2010 al 52% nel 2022.

I progressi non si riflettono, tuttavia, ai vertici del sistema. Nel 2020 le donne rappresentavano il 37,5% dei professori e professori associati permanenti, contro il 27,8% nel 2011. Un dato più favorevole emerge nell’ambito dell’Iniziativa sudafricana per le cattedre di ricerca, dove a marzo 2023 il 57% delle posizioni era ricoperto da donne. Restano invece prevalentemente maschili discipline come ingegneria, informatica, matematica e statistica.

La Commissione ha indicato tra gli ostacoli ancora presenti gli stereotipi di genere, le difficoltà di accesso ai finanziamenti e alle infrastrutture di ricerca, la carenza di tutor e modelli professionali e le responsabilità familiari e di cura. Le difficoltà risultano particolarmente marcate per le ragazze e le donne provenienti dalle aree rurali e dalle comunità a basso reddito.

Il Parlamento ha quindi sollecitato un maggiore coordinamento tra governo, scuole, università, istituti di ricerca e imprese, chiedendo particolare attenzione ai settori emergenti, tra cui Ai, biotecnologie, scienze spaziali, manifattura avanzata e tecnologie dell’idrogeno e quantistiche, affinché le attuali disparità di genere non vengano replicate nelle nuove industrie.

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