Africa: Ppe lancia nuova strategia nei confronti del continente

di: Michele Vollaro | 13 Luglio 2026

Il gruppo del Partito Popolare Europeo (Ppe) ha adottato un documento programmatico volto a ridefinire la propria politica nei confronti dell’Africa, proponendo un modello che superi la logica donatore-beneficiario a favore di un partenariato tra pari fondato su crescita, stabilità e opportunità economiche reciproche.

L’eurodeputata olandese Ingeborg Ter Laak, autrice principale del testo, ha sottolineato come in una fase di forte tumulto geopolitico globale l’Unione Europea debba assumere un peso politico più visibile e strategico sul continente africano, tutelando i propri interessi e supportando le ambizioni a lungo termine dei partner locali.

“Con questa strategia per l’Africa il gruppo Ppe traccia una rotta rinnovata verso un vero partenariato tra pari, che superi il modello donatore-beneficiario e sblocchi le enormi opportunità reciproche, dalle rinnovabili alle materie prime critiche, fino a istruzione e commercio”, ha dichiarato Ter Laak.

Il documento sollecita massicci investimenti nelle infrastrutture critiche, nell’energia, nell’economia digitale e nell’istruzione, ritenuti prioritari anche per favorire l’occupazione di donne e giovani, in un continente la cui popolazione è destinata a raddoppiare entro il 2050.

Il testo evidenzia l’urgenza di un coordinamento più stretto per affrontare gli shock economici globali derivanti dalla guerra in Iran del 2026 e dalla conseguente crisi nello stretto di Hormuz, eventi che colpiscono duramente le economie africane a causa della loro forte dipendenza dalle importazioni di carburanti, fertilizzanti e materie prime agricole. L’iniziativa Global Gateway viene indicata come lo strumento centrale per lo sviluppo di progetti infrastrutturali e logistici su larga scala, a patto di garantire alle imprese europee condizioni di parità e precisi criteri di preferenza nei bandi di gara finanziati con fondi comunitari. Sul piano energetico, l’Unione Europea punta sull’elettrificazione del continente africano e sullo sviluppo del commercio di fonti rinnovabili, in particolare l’idrogeno verde, aprendo alla possibilità per i Paesi del Nordafrica di esportare elettricità solare verso i mercati europei. Grandi opportunità vengono ravvisate anche nella cooperazione nel settore delle materie prime critiche, passaggio chiave per l’autonomia strategica e la sicurezza delle catene di approvvigionamento europee.

Per quanto riguarda la sicurezza, il Ppe esprime profonda preoccupazione per l’arretramento democratico e i colpi di Stato avvenuti nel Sahel. Il testo denuncia come il vuoto di potere lasciato dal ritiro degli attori occidentali sia stato occupato dalla Russia attraverso l’Africa Corps, la cui azione viene definita fallimentare nel garantire la stabilità e sinonimo di oppressione interna e violazioni dei diritti umani. Oltre alla persistente minaccia del terrorismo jihadista e alla persecuzione delle minoranze religiose, la strategia richiama l’attenzione sulla guerra civile in Sudan, che dura ormai da oltre tre anni e rischia di destabilizzare i paesi confinanti a causa del crescente coinvolgimento di attori esterni del Medio Oriente. Viene inoltre chiesta una forte cooperazione per monitorare e contrastare le attività delle flotte ombra russe che eludono le sanzioni internazionali nel golfo di Guinea, ipotizzando la sospensione della cooperazione allo sviluppo per gli Stati africani che collaborano con tali imbarcazioni.

La gestione dei flussi migratori rappresenta un’altra priorità politica centrale, che il Ppe chiede di integrare pienamente nelle partnership geopolitiche europee attraverso l’introduzione di condizionalità legate ai visti, al commercio e ai fondi per lo sviluppo. La cooperazione bilaterale si svilupperà attorno alla prevenzione delle partenze irregolari, alla lotta contro i contrabbandieri e il traffico di esseri umani e al rafforzamento delle procedure di rimpatrio e riammissione, valutando anche soluzioni pragmatiche come l’uso del concetto di paese terzo sicuro e l’istituzione di centri di rimpatrio al di fuori del territorio comunitario.

Infine, la strategia affronta la sfida della disinformazione online e delle campagne ostili che distorcono l’immagine dell’Unione Europea, fenomeni accelerati dall’intelligenza artificiale. Per arginare queste derive e bilanciare la crescente penetrazione culturale di altri attori globali, come i programmi di studi sponsorizzati dal partito comunista cinese, il documento propone un maggiore sostegno al giornalismo indipendente locale, l’espansione dei programmi accademici europei e un netto miglioramento della comunicazione strategica sul continente.

Il testo si conclude con la ferma convinzione del gruppo del Ppe che sia questo il momento propizio per elevare le relazioni tra l’Unione Europea e l’Africa a un nuovo livello di cooperazione strategica.

© Riproduzione riservata

Articoli correlati

spot_img

Newsletter gratuita

spot_img

I corsi di Internationalia

spot_img

Rubriche