Repubblica Democratica del Congo: l’Italia punta sul capitale umano e sulla trasformazione locale

di: Celine Camoin | 2 Luglio 2026

“Siamo convinti che la prima ricchezza della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) risieda nei suoi giovani e nel capitale umano. Investire nel know-how e nelle competenze è investire nella sovranità e nel futuro“. Così si è pronunciato Stefano De Leo, vicedirettore generale al Maeci per l’Africa subsahariana, l’America latina, l’Asia e l’Oceania nonché direttore centrale per i Paesi dell’Africa subsahariana, durante l’evento organizzato martedì dall’ambasciata congolese in Italia per il 66° anniversario dell’indipendenza del 30 giugno 1960.

“La Rdc è anche una grande potenza di risorse strategiche, di cui dipenderanno la transizione energetica e digitale del mondo intero. L’Italia auspica di essere partner affidabile nella valorizzazione di queste risorse. Non nella semplice estrazione, ma nello sviluppo delle filiere locali, nella trasformazione sul posto, nella creazione di posti di lavoro e di benefici per la comunità congolese. In questo spirito, iniziative come il corridoio di Lobito o il Piano Matteri o la strategia europea del Global gateway vanno avanti mano nella mano illustrando la connettività e lo sviluppo condiviso che vogliamo promuovere insieme”, ha aggiunto il dirigente Maeci.

“La lunga e consolidata relazione tra l’Italia e la Rdc vive oggi una tappa nuova e particolarmente significativa. La Rdc fa parte, da quest’anno, delle nazioni del Piano Mattei per l’Africa, ovvero la strategia con la quale l’Italia vuole costruire con il continente. Un partenariato di nuovo ordine, tra partner alla pari, fondata sulla cooperazione, il mutuo rispetto e i benefici condivisi”, ha detto De Leo davanti all’ambasciatore Paul Emile Tshinga Ahuka e a un parterre di diplomatici, personalità ed esponenti della diaspora e della gioventù congolese in Italia.

Annunciata a marzo, l’adesione al Piano Mattei “pone la Rdc nel cuore della visione italiana per l’Africa. Nei giorni scorsi è venuta a Roma una delegazione congolese per porre le solide basi dei progetti da poter includere nel Piano Mattei. Il piano non è astratto, si tratta di progetti da edificare insieme, nei settori essenziali, come economia, energia, agricoltura, sanità, infrastrutture, e – ha insistito De Leo – istruzione e formazione  tecnica e professionale”.

“L’Italia – ha ancora dichiarato Stefano de Leo – guarda alla Rdc con rispetto, amicizia e fiducia nel suo futuro. I legami tra i nostri due Paesi sono antichi e solidi si nutrono di una cooperazione scientifica e ambientale, di una presenza economica e umana, di una comunità congolese in Italia che costituisce un ponte vivente tra i nostri popoli, e di una stima reciproca che è continuata a crescere nel corso degli anni”.

Riferendosi al conflitto nell’est, De Leo ha affermato che l’Italia segue costantemente e con solidarietà gli sforzi per la pace nell’est del Paese. “Salutiamo gli sforzi nell’ambito del processo diplomatico in corso e ci auguriamo una stabilità duratura rispettosa dell’integrità territoriale della Rdc e della dignità delle popolazioni”, consapevoli che “il cammino dello sviluppo non può avvenire se non nella pace e nella stabilità”.

In questi giorni il popolo congolese affronta anche una dura prova, l’epidemia di Ebola che colpisce l’Ituri e l’est del Paese: “I nostri pensieri vano alle famiglie colpite. Rendo omaggio al personale sanitario che sta in prima linea con una devozione esemplare”, ha proseguito De Leo, ricordando che “la salute è uno dei pilastri della nostra cooperazione e intendiamo continuare con costanza”.

Il 30 giugno, ha sottolineato il vicedirettore, “rappresenta l’affermazione di una nazione immensa, a causa della sua geografia, della ricchezza eccezionale della sua natura, della dignità e del talento delle sue donne e figli. Ha infine ricordato che nel corso del II vertice Italia-Africa è stata riaffermata da parte dell’Italia la convinzione che l’avvenire dell’Europa e quello dell’Africa siano inscindibili. Vogliamo scrivere insieme questa storia comune, non per l’Africa, ma con l’Africa. In questa ambizione la Rdc occupa un posto di primissimo piano”.

“Il nostro auspicio è vedere le relazioni bilaterali ampliarsi ulteriormente su altri settori. Sappiamo che il nostro Paese rappresenta uno dei mercati africani con più forte potenziale di crescita”, ha fatto eco al dirigente italiano l’ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo in Italia, Paul Emile Tshinga Ahuka, nel corso della medesima cerimonia svoltasi presso il Westin Excelsior di Roma.

L’ambasciatore non ha mancato di ringraziare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “per l’inestimabile ruolo svolto dal suo governo sia nell’effettiva integrazione della Repubblica democratica del Congo nel Piano Mattei sia nel porre quest’ultima al centro dell’interesse nel progetto strategico del Corridoio di Lobito”.

L’ambasciatore ha accennato a colloqui istituzionali tenutisi la scorsa settimana tra una delegazione congolese e le diverse autorità italiane, in particolare il ministero italiano degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, al fine di rilanciare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi. “I nostri ringraziamenti vanno anche ai partner italiani che svolgono continuamente la parte necessaria nel rinforzamento delle relazioni tra i nostri due Paesi e che sostengono la nostra azione. Non abbiamo parole sufficienti per questo”, ha proseguito il diplomatico congolese.

Il discorso ha anche toccato le agenzie del sistema delle Nazioni Unite con sede a Roma, ovvero l’Ifad, il Pam e la Fao: “Il governo della Repubblica Democratica del Congo apprezza al suo giusto valore il lavoro svolto da queste tre organizzazioni per il bene per il benessere della popolazione congolese. Sappiamo che l’obiettivo comune perseguito da queste tre agenzie è l’autosufficienza alimentare degli Stati. Deploriamo la tragica situazione che è imperversa nella parte orientale del Paese”.

“L’indipendenza  – ha concluso il diplomatico di Kinshasa – è un diritto che ogni nazione deve difendere con forza e determinazione.  È ciò che ci permette di proteggere i nostri interessi e il nostro futuro. Nonostante le nostre differenze, dobbiamo dare priorità all’unità e alla coesione nazionale e non permettere mai ai nostri nemici di dividere e tradire il Congo”.

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