di: Michele Vollaro | 22 Giugno 2026
La società mineraria Petra Diamonds ha avviato la procedura di salvataggio aziendale per la miniera di Finsch, nel Capo Settentrionale, e ha aperto una fase di esuberi nello stabilimento di Cullinan, mettendo a rischio circa 1.800 posti di lavoro complessivi.
L’annuncio, ripreso dalle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali, evidenzia una drastica riorganizzazione che coinvolgerà 689 dipendenti nel sito di Finsch e altri 1.090 nell’impianto di Cullinan. L’amministratore delegato del gruppo, Vivek Gadodia, ha spiegato che la decisione si è resa inevitabile a causa della debolezza strutturale del mercato globale dei diamanti, appesantito dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla costante forza del rand sudafricano.
La miniera di Finsch, attiva dagli anni Ottanta, rappresenta il secondo maggiore sito di produzione di diamanti del Paese. Secondo i dati del Consiglio minerariol del Sudafrica, l’impianto ha una capacità produttiva annua di circa 1,8 milioni di carati e dispone di riserve stimate per oltre vent’anni.
Il Sindacato nazionale dei minatori (Num) ha respinto la tesi aziendale che attribuisce le passività al costo del lavoro, sottolineando come l’intero comparto soffra per la contrazione della domanda e per la concorrenza dei diamanti sintetici coltivati in laboratorio. I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto un intervento urgente del governo per tutelare l’occupazione e sostenere le comunità locali.
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