Niger: miniere, nel 2025 triplicate le entrate

di: Enrico Casale | 8 Maggio 2026

Il settore minerario del Niger ha registrato una forte crescita nel 2025, triplicando le entrate versate nelle casse dello Stato e svelando riserve strategiche di fosfati, litio e ferro che promettono di proiettare il Paese ai vertici del mercato globale delle materie prime. Durante un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica Rtn, il ministro delle Miniere, Ousmane Abarchi, ha illustrato i risultati record ottenuti dal suo dicastero, evidenziando come il gettito fiscale sia balzato da 9,4 milioni di euro (6,2 miliardi di franchi Cfa) del 2024 a 27,4 milioni di euro (18 miliardi di franchi Cfa) nell’ultimo anno. A questi si aggiungono 2,2 milioni di euro in crediti trasferiti per il recupero forzato, a conferma di una gestione più rigorosa delle risorse nazionali.

Il potenziale geologico descritto dal ministro Ousmane Abarchi delinea un futuro di grande rilevanza per lo Stato, specialmente nel campo della transizione energetica. Il Niger vanta infatti riserve di fosfati superiori a un miliardo di tonnellate, con giacimenti significativi nelle zone di Aneker e Gaweye, nella regione di Tahoua, dove si concentrano oltre sette milioni di tonnellate. Parallelamente, il sottosuolo nigerino nasconde tra le 300.000 e le 350.000 tonnellate di litio, localizzate principalmente nell’area di Téra e in alcune porzioni dell’Air e del Damagaram. Sul fronte degli investimenti, lo Stato ha impresso una forte accelerazione destinando 21,3 milioni di euro alla ricerca mineraria nel 2025, un incremento massiccio rispetto ai soli 3,5 milioni di euro dell’anno precedente.

Per quanto riguarda le risorse tradizionali, l’uranio rimane un pilastro fondamentale con oltre 1.800 tonnellate attualmente disponibili sotto forma di uranato, per un valore di mercato stimato in 351 milioni di euro. Anche l’oro ha fornito un contributo decisivo, con 1,7 tonnellate dichiarate nel 2025 per un valore di oltre 166 milioni di euro. A queste cifre si sommano i 200 chilogrammi estratti dalle miniere artigianali, valutati circa 18 milioni di euro, e 65 chilogrammi sequestrati dalle forze di sicurezza, pari a un valore di circa sei milioni di euro. Il ministro Ousmane Abarchi ha inoltre annunciato il rafforzamento della filiera nazionale attraverso la creazione di nuove società dedicate all’estrazione e alla lavorazione dell’oro, oltre all’avvio dello sfruttamento del rame per diversificare ulteriormente l’offerta mineraria.

L’impatto sociale di questa nuova stagione estrattiva è già tangibile nelle regioni di Agadez e Téra, dove lo sviluppo della filiera ha generato centinaia di posti di lavoro formali e migliaia di occupazioni indirette. In chiusura del suo intervento, il ministro delle Miniere ha tenuto a precisare che i dati presentati riguardano esclusivamente le riserve già identificate e immediatamente sfruttabili, ma ha sottolineato come il Niger possieda un potenziale ancora inesplorato nel settore del ferro che potrebbe trasformare il Paese in uno dei principali attori mondiali. La strategia di Niamey punta a consolidare la sovranità sulle proprie ricchezze naturali, garantendo che la crescita industriale si traduca in un beneficio diretto per lo sviluppo socio-economico dell’intero Paese.

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