di: Andrea Spinelli Barrile | 7 Maggio 2026
È nata l’African journal of health economics, systems and health policies (Ajhesp), la prima rivista panafricana bilingue open access dedicata alla scienza e alla salute, in un contesto di forte contrazione degli aiuti internazionali per la salute in Africa.
Questa iniziativa, promossa da 11 ricercatori e scienziati africani, giunge in un momento in cui gli aiuti ufficiali allo sviluppo per la salute nel continente si sono dimezzati in quattro anni, passando da circa 80 miliardi di dollari nel 2021 a meno di 40 miliardi di dollari nel 2025 (stime dell’Institute for Health Metrics and Evaluation pubblicate su The Lancet). Questo calo sta costringendo molti Stati africani ad aumentare i finanziamenti per i propri sistemi sanitari, in un contesto caratterizzato dalla mancanza di dati scientifici accessibili e adattabili alle politiche pubbliche.
Secondo i suoi fondatori, la nuova rivista si propone di rispondere a questa esigenza: concepita fin dall’inizio come bilingue (inglese-francese), valuta gli articoli nella lingua di presentazione e pubblica tutti i contenuti editoriali e gli abstract in entrambe le lingue. Consente inoltre la presentazione di abstract in lingue africane. Interamente open access, la piattaforma non prevede alcun costo di pubblicazione per i ricercatori affiliati a istituzioni africane. Pubblica articoli originali, revisioni sistematiche, note politiche, commenti e analisi pensati per colmare il divario tra ricerca e politiche pubbliche.
Il comitato editoriale fondatore è composto da 11 ricercatori provenienti da 10 Paesi africani e dalla diaspora, e rappresenta oltre 750 pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione paritaria: è copresieduto da Justice Nonvignon dell’Università del Ghana e da Alex Adjagba del Centro di eccellenza Unicef in Kenya, insieme a esperti provenienti da Nigeria, Benin, Burkina Faso, Zambia, Togo, Kenya, Uganda e Ghana.
Per la professoressa Ama Pokuaa Fenny, fondatrice e direttrice editoriale, questa iniziativa elimina un ostacolo strutturale per i ricercatori africani, che spesso devono affrontare costi di pubblicazione elevati: Fenny ha detto che il lavoro di alta qualità prodotto nel continente merita di essere pienamente integrato nella letteratura scientifica internazionale.
Come ha ricordato Edwine Barasa, del Kemri-Wellcome trust del Kenya, i responsabili delle decisioni pubbliche africane prendono importanti decisioni di bilancio senza sempre avere un accesso effettivo ai dati scientifici disponibili, da qui l’esigenza di creare un prodotto editoriale verticale aperto. La rivista è accompagnata da un podcast intitolato “Si scopre che avevamo già questi dati”, pensato per rafforzare il dialogo tra ricercatori e responsabili politici sulle politiche sanitarie in Africa.
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Africa e Affari, maggio 2026 - AI, partita da mille miliardi (copia digitale)



