Africa: crisi carburanti, decine le rotte sospese da Turkish

di: Celine Camoin | 5 Maggio 2026

L’Africa risulta l’area più colpita dalla manovra di razionalizzazione della compagnia aerea Turkish Airline, che ha tagliato numerosi scali storici e sospendendo l’apertura di nuove rotte per far fronte all’aumento dei costi operativi. Le ragioni di questo arretramento strategico in Africa risiedono principalmente nell’impennata del prezzo del carburante e in una domanda che, in alcune regioni, fatica a garantire la redditività necessaria per sostenere i collegamenti diretti o circolari.

Tra le città che vedranno la sospensione o la cancellazione dei voli figurano capitali e centri economici rilevanti come Kinshasa, Luanda, Libreville, Pointe Noire, Freetown e Monrovia. In particolare, il collegamento verso Bissau, che avrebbe dovuto operare via Dakar a partire da giugno 2026, è stato posticipato a data da destinarsi.

Le difficoltà logistiche e geopolitiche pesano in modo significativo sulle scelte del gruppo, secondo Jeune Afrique. In Burkina Faso, ad esempio, le frequenze settimanali verso la capitale Ouagadougou sono state dimezzate, passando da otto a quattro voli. Gli analisti sottolineano come questa decisione rappresenti un segnale di allarme per l’intero settore dell’aviazione civile, poiché Turkish Airlines è nota per servire il maggior numero di Paesi al mondo. La sospensione di rotte come quella verso Juba o Lusaka indica che la compagnia preferisce ora concentrare la propria flotta su mercati più solidi per proteggere i propri margini finanziari.

Nonostante questo ridimensionamento, centri nevralgici come Accra e Dakar rimangono operativi, sebbene con un numero di voli settimanali ridotto rispetto ai piani originali stabiliti per la stagione estiva 2026.

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