Il Kenya a Roma, accordi e intese per una partnership win-win

di: Andrea Spinelli Barrile | 21 Aprile 2026

Partnership win-win, expertise e macchine da una parte, mercato e necessità di creare valore aggiunto dall’atra parte. Questi alcuni dei punti toccati ieri in una intensa giornata per le relazioni tra Italia e Kenya, con la presenza del presidente William Ruto a Roma e di una folta delegazione di rappresentanti istituzionali e del mondo dell’impresa.

Il Piano d’azione con l’Italia

Ricevuto a Palazzo Chigi, William Ruto insieme a Giorgia Meloni hanno firmato il Piano d’azione Italia-Kenya 2026-2029. Il Piano riguarda cinque aree specifiche: cooperazione politica e di sicurezza, settore energetico e ambientale, agricoltura e blue economy, istruzione e formazione professionale e, infine, i meccanismi di attuazione.

Relativamente alla cooperazione sul tema della sicurezza, l’accordo stabilisce un dialogo costante per la stabilità regionale: viene stabilito un meccanismo di consultazione politica bilaterale a livello di ministri degli Esteri da riunirsi con cadenza annuale e una collaborazione rafforzata nel settore della difesa e della sicurezza, con particolare focus sulla lotta al terrorismo, alla pirateria e al traffico di esseri umani nell’area del Corno d’Africa.

Per quanto riguarda il settore energetico e l’ambiente, il Piano d’azione si richiama al Piano Mattei: il Kenya viene confermato come partner centrale per la transizione ecologica e l’Italia si impegna a sostenere lo sviluppo del polo geotermico keniota, fornendo tecnologie avanzate per il raggiungimento dell’obiettivo di 10.000 MW di energia pulita, oltre a sostenere lo sviluppo di progetti congiunti per la produzione di biocarburanti di seconda generazione, utilizzando colture non alimentari in terreni degradati.

Per agricoltura e blue economy, il Piano prevede la promozione di catene del valore agricole per prodotti quali caffè, tè e ortofrutta, facilitando l’accesso delle Pmi keniane ai mercati europei attraverso standard di qualità condivisi e la cooperazione nella Blue Economy, includendo la gestione sostenibile delle risorse ittiche e lo sviluppo delle infrastrutture portuali di Mombasa e Lamu.

Sulla formazione il Piano propone l’istituzione di programmi di formazione tecnica e professionale (Tvet) per giovani keniani, in linea con le esigenze delle imprese italiane operanti nel Paese e il rafforzamento dei legami accademici attraverso l’erogazione di borse di studio e la creazione di centri di ricerca congiunti nei settori dell’agricoltura e dell’ingegneria.

Per il monitoraggio di tutto questo viene istituito un Comitato di monitoraggio congiunto che si riunirà ogni sei mesi per valutare lo stato di avanzamento dei progetti e rimuovere eventuali ostacoli burocratici: l’Italia faciliterà l’accesso a strumenti finanziari dedicati, inclusi il Fondo italiano per il clima e le linee di credito Sace, per le imprese che investono in settori strategici in Kenya.

Il Business Forum

A pochi chilometri di distanza da Palazzo Chigi è andato invece in “onda” il business forum organizzato dall’Agenzia Ice e dal ministero degli Esteri. Un pomeriggio di networking, scadito da quattro panel e chiuso alla presenza del ministro degli esteri italiano Antonio Tajani e del presidente Ruto.

In apertura del suo discorso il capo di Stato keniano ha sottolineato il passaggio da un modello di debito pubblico a uno di partenariato privato, offrendo garanzie statali agli investitori italiani: “Per i progetti commerciali, stiamo esaminando nuovi strumenti di investimento, partenariati pubblico-privati, joint venture per lavorare su queste opportunità” e, in tal senso, ha detto che “non vi limiterete a investire da soli. Noi investiremo con voi. Continueremo il nostro investimento mentre altri investitori immettono capitale”. Il presidente keniano ha spiegato che agli investitori “stiamo fornendo un meccanismo di acquisto (offtake) che garantisce che l’investimento effettuato avrà un rendimento garantito dal governo del Kenya: siamo pronti a investire in ogni progetto fino al 20% del totale”.

Il Kenya punta a diventare un hub per l’economia verde grazie alle sue risorse rinnovabili e il tema energetico è stato al centro dell’intervento del ministro per gli Investimenti Lee Kinyanjui prima e dello stesso Ruto poi: “Puntiamo a generare 10.000 MW di energia da geotermico, eolico, solare e idroelettrico” ha detto il presidente keniano, ricordando anche che “il Kenya ha il 93% della rete alimentata da energia rinnovabile”.

Ruto ha elencato progetti concreti in attesa di capitali e tecnologia italiana: ha citato la gara d’appalto per l’Aeroporto Internazionale Jomo Kenyatta, i progetti per 2.800 km di strade a pedaggio, citato opportunità di investimento nella raccolta, stoccaggio e distribuzione dell’acqua, ricordando che “questi non sono progetti sociali, sono progetti commerciali” e, guardando alla logistica, ha spiegato che “cerchiamo persone pronte a investire nei nostri porti e nel nostro corridoio di trasporto”. L’accordo con l’Italia, ha spiegato Ruto, non riguarda solo il commercio, ma anche la formazione e la ricerca: “Proprio questo pomeriggio ho discusso con la Premier Meloni della necessità di collaborare in materia di ricerca, innovazione e scienza, abbiamo appena firmato uno strumento per facilitare una maggiore collaborazione. Stiamo anche attingendo alle attrezzature italiane per formare i nostri studenti dei corsi tecnici, così da affinare le loro competenze”.

In generale, Ruto posiziona il Kenya come porta d’accesso a un mercato continentale immenso, definendo il Paese “una porta verso la Comunità dell’Africa Orientale (330 milioni di persone) e verso il continente africano (1,4 miliardi di persone)” per cui “vogliamo una partnership vincente (win-win): risorse e capitale umano dall’Africa, tecnologia e finanziamenti dall’Europa”. Riprendendo invece alcune riflessioni fatte nella giornata “con il presidente Mattarella e la presidente Meloni” Ruto ha anche toccato uno dei nervi scoperti della relazione economica tra Africa e resto del mondo: “Non ha senso trasportare materie prime dall’Africa, la cosa responsabile da fare è trasformarle in Africa. Questo permette di mantenere i posti di lavoro in Africa e condividere i prodotti a livello globale”. Un tema che era già stato toccato anche dal vicepresidente del consiglio, e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Per rassicurare gli investitori italiani, Ruto ha citato indicatori macroeconomici e legali, il tasso di cambio stabile, l’inflazione che è stata intorno al 4% negli ultimi tre anni e un sistema giudiziario a protezione degli investimenti.

Gli accordi firmati

In occasione del Business Forum Italia-Kenya sono stati firmati cinque accordi diversi in vari ambiti economici e politici.

Un primo accordo riguarda la Cooperazione istituzionale e giudiziaria, volto a rafforzare la cooperazione giudiziaria penale in materia di trasferimento delle persone condannate per l’esecuzione delle pene definitive nel Paese d’origine, firmato dal ministro Antonio Tajani e dal primo ministro keniano Musalia Mudavadi. Due accordi riguardano strettamente la cooperazione allo sviluppo: il primo è il “Cliccar: intervento comunitario per l’adattamento al cambiamento climatico e i diritti sulla terra nelle contee aride e semiaride del Kenya”, firmato sempre da Tajani e Mudavadi e finalizzato ad accrescere la resilienza climatica delle popolazioni: si tratta di un dono di 4 milioni di euro, deliberato dal Comitato congiunto nel 2024. Il secondo accordo di cooperazione, sempre firmato da Tajani e Mudavadi, riguarda il potenziamento psicologico e lo sviluppo della carriera, iniziativa da 4 milioni di euro a dono il cui obiettivo è migliorare i servizi per le vittime di violenza di genere, fornire loro assistenza psicologica e promuovere l’autonomia economica delle donne nelle Contee di Kisumu, Mombasa, Kilifi, Busia e Nyeri.

Inoltre, Cassa Depositi e Prestiti sottoscriverà con Equity Bank (la seconda banca commerciale del Kenya) un memorandum volto a promuovere iniziative commerciali tra imprese italiane e keniote con l’obiettivo di ampliare le relazioni commerciali tra i due Paesi in settori di comune interesse (fra cui quello conciario). Firmerà inoltre un contratto di finanziamento di 30 milioni di euro da parte di Cdp in favore di Equity Bank finalizzato ad ampliare il portafoglio crediti della banca in favore delle micro, piccole e medie imprese. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma Terra, promosso da Cdp, Unione europea, con il supporto tecnico della Fao per accelerare la transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili, rafforzando l’accesso al credito e la tutela della biodiversità.

Infine, Sace, Simest e Assomac hanno segnalato l’intenzione di sottoscrivere in tale occasione una intesa tra di loro, finalizzata al supporto finanziario della filiera italiana della pelle nel Paese africano.

 

 

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