di: Andrea Spinelli Barrile | 10 Aprile 2026
La società di consulenza canadese Vericicor, in collaborazione con la zambiana Metalex Commodities, ha annunciato che entro la fine del 2026 verrà sperimentato uno “stakeholder prosperity bond”, un’obbligazione di sostenibilità volta a raccogliere fonti per integrare i minatori artigianali nelle catene di approvvigionamento formali.
L’attività mineraria informale garantisce il sostentamento a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo e in Africa spesso si svolge in modo informale all’interno o in prossimità di miniere gestite da grandi aziende, intaccandone i profitti, diffondendo inquinamento e privando le nazioni di importanti entrate. Lo stakeholder prosperity bond mira a risolvere questo problema: secondo Rob Karpati, direttore finanziario di Metalex, un’azienda di medie dimensioni, “invece di scacciare i minatori artigianali dalle loro terre, questo modello li professionalizza” perché collega i rendimenti degli investitori ai risultati sociali e ambientali predefiniti per i lavoratori, le comunità e le economie ospitanti, anziché alla produzione.
L’emissione di debutto (prevista in Zambia, Repubblica Democratica del Congo e Ghana) dovrebbe raccogliere tra i 100 e i 200 milioni di dollari entro la fine dell’anno per aiutare Metalex commodities a integrare i minatori artigianali e su piccola scala attraverso accordi di fornitura regolamentati e investimenti condivisi in infrastrutture e attrezzature. Tra i potenziali investitori, scrive Reuters, ci sarebbero fondi obbligazionari europei per la sostenibilità, investitori nel settore minerario e a impatto sociale, banche e individui facoltosi attenti alla sostenibilità.
Questo approccio potrebbe rivelarsi realmente trasformativo del settore minerario informale in un’area del continente, la cosiddetta Copperbelt (cintura del rame), ricca di miniere. E di grandi investimenti: lo Zambia, secondo produttore di rame in Africa, ospita decine di migliaia di minatori artigianali, anche intorno al permesso di estrazione nord-occidentale di Metalex. Secondo Karpati, le miniere industriali sarebbero al centro di ciascuna struttura obbligazionaria per garantire il rimborso, mentre le clausole legate alla sostenibilità adeguerebbero i tassi di interesse in base alle prestazioni sociali e ambientali: “Alla fine, le grandi aziende ci guadagnano economicamente perché riescono a vendere il prodotto e i minatori artigianali ci guadagnano perché il prezzo è equo, non quello di un intermediario predatorio” ha spiegato Karpati.
Ayo Sopitan, fondatore e amministratore delegato di Metalex, ha spiegato che l’emissione obbligazionaria consentirà all’azienda di avviare importanti programmi di integrazione dei minatori artigianali nella propria catena di approvvigionamento: “Prevediamo di approvvigionarci di circa il 30% del nostro minerale da minatori locali qualificati e autorizzati. L’obbligazione ci permette di farlo su una scala molto più ampia di quanto consentirebbe il nostro solo bilancio”.
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