di: Andrea Spinelli Barrile | 24 Marzo 2026
Quest’anno i governi africani dovrebbero raccogliere più denaro tramite prestiti commerciali, circa l’11% in più rispetto all’anno scorso, a causa soprattutto delle persistenti pressioni fiscali. A sostenerlo S&p Global Ratings.
In un nuovo rapporto pubblicato il 17 marzo, l’agenzia di rating stima che l’indebitamento commerciale a lungo termine degli Stati africani aumenterà da 140 miliardi di dollari nel 2025 a 155 miliardi di dollari quest’anno, a causa delle “scadenze dei titoli di debito e delle attuali esigenze di finanziamento del bilancio”: Egitto, Marocco e Sudafrica dovrebbero rimanere i maggiori emittenti africani ma si prevede anche che il Sudafrica, la più grande economia del continente, registrerà il calo più marcato nelle emissioni, grazie alle misure di austerità e ai finanziamenti agevolati che alleggeriranno il fabbisogno finanziario. Si prevede che il debito commerciale complessivo degli stati africani supererà i 1.200 miliardi di dollari entro la fine del 2026, pari al 45% del Pil.
S&p ha anche segnalato i rischi derivanti dalla guerra in Medio Oriente, avvertendo che l’interruzione delle rotte marittime e la volatilità dei prezzi del petrolio potrebbero pesare sulla situazione fiscale dei paesi e alimentare l’inflazione. L’agenzia di rating ritiene che la crescita prevista del 4,5% per tutti gli stati africani valutati e le condizioni commerciali favorevoli per gli esportatori di materie prime aiuteranno i governi a mantenere i propri saldi fiscali a un livello simile a quello del 2025 e a facilitare i loro sforzi di mobilitazione delle entrate.
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